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Enit e gli stipendi, il costo di Italia.it, il bilancio

Il consiglio di amministrazione spiega 84 giorni di “regno”. E dà i numeri: 1,5 milioni per il portale, nessun emolumento ancora determinato per i consiglieri

Il consiglio di amministrazione dell’Enit approva il primo bilancio della nuova gestione. Un consuntivo breve – dall’8 ottobre al 31 dicembre 2015 -, ma molto intenso considerate le interrogazioni parlamentari, le notizie di stampa, i milioni di euro attribuiti senza fondamento ai costi di gestione.

Gli 84 giorni portano a un utile di esercizio: la differenza tra la produzione per 7,4 milioni e i costi per 5 milioni, dedotti gli oneri finanziari e le imposte, determinano 1,9 milioni di avanzo. “Questo risultato economico positivo è in sostanza un risparmio che incrementa il patrimonio netto dell’Agenzia, e va a controbilanciare parzialmente il notevole disavanzo registrato nel periodo contabile precedente dovuto in massima parte a disallineamenti patrimoniali rilevati negli esercizi precedenti”, spiega la nota del Cda del 15 febbraio.

1,5 milioni per Italia.it

Il portale Italia.it prevede un budget di progettazione e sviluppo di 1,5 milioni “cui vanno aggiunte le spese per traduzioni in lingue fondamentali per il turismo italiano ma attualmente assenti (cinese, giapponese, portoghese, coreano e arabo), un servizio redazionale minimo che integri i contenuti delle Regioni e del territorio, servizi di social analytics e social listening (per misurare efficacia e monitorare competitor), per un totale di 355mila euro e non di 13 milioni come riportato da alcune fonti giornalistiche”.

Nei progetti speciali presentati da Enit sono previste anche azioni di promozione online nel mondo del sito Italia.it e di tutti i social di Enit per un importo di due milioni di euro.

Gli stipendi

Sugli emolumenti del consiglio e del collegio dei revisori dei conti, emerge che a 16 mesi dall’insediamento le indennità non sono ancora state determinate e nessun contributo è stato percepito. “Saranno pubblicati sul sito istituzionale nella sezione amministrazione trasparente”, quando verranno stabiliti, si legge. In particolare sui consiglieri Lazzerini e Preiti, a più riprese sulla stampa, se non in Parlamento, ritenuti incompatibili nei ruoli, si scrive che “non si trovano nelle condizioni di inconferibilità o incompatibilità e le società presso le quali operano non sono (e non sono state) società regolate, finanziate né da Enit né dal Mibact e per quanto riguarda le norme che regolano il conflitto di interessi sarà eventualmente onere degli stessi amministratori astenersi dalle relative deliberazioni”. p.ba.

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