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Assohotel, ricettività italiana da record

19/04/2018 15:00
L’offerta alberghiera è prima in Europa sia per numero di strutture alberghiere che per offerta di posti

Una rete leggera, diffusa sul territorio e ad alto tasso di investimento nelle tecnologie innovative.

E’ questa la fotografia scattata al sistema alberghiero italiano da Cst e Confesercenti, in occasione dell’assemblea elettiva di Assohotel, l’associazione di categoria che riunisce le attività della ricettività aderenti alla Confederazione di imprese. L’immagine tracciata dai dati è quella di una rete da record: con 33.166 hotel e 2.248.225 posti letto, infatti, l’offerta alberghiera italiana è prima in Europa sia per numero di strutture alberghiere che per offerta di posti. Significativo che l’Italia si posiziona al quarto posto nel mondo dopo Usa, Cina e Giappone per numero di camere, davanti a Regno Unito, Germania e Spagna.

 Il grosso degli arrivi annuali italiani, più del 77%, è diretto verso le strutture alberghiere: tra queste sono gli alberghi a 4 e 3 stelle a concentrare oltre l’85% degli arrivi. Opportuno segnalare la crescita degli arrivi nelle strutture ricettive a 5 e 4 stelle, che per gli stranieri negli ultimi quattro anni è del +21% mentre per gli italiani del +13%.  Calano invece in media del 15% gli arrivi nelle strutture alberghiere a 2 e 1 stella. Come detto sopra, l’utilizzo degli alberghi di qualità superiore soprattutto per la componente turistica straniera spinge a cambiamenti dal lato dell’offerta.

 Complessivamente, le attività alberghiere negli ultimi 4 anni si sono ridotte di circa 560 unità, una contrazione che ha riguardato soprattutto gli alberghi a 1 e 2 stelle con 1.175 alloggi in meno su tutto il territorio nazionale. A fronte di questo calo si ha però una crescita (rispettivamente del 17 e 7 per cento) degli alberghi di lusso a 5 stelle e degli alberghi a 4 stelle, strutture con una capacità di oltre 150 posti letti di media. Si continua quindi ad evidenziare uno spostamento delle categorie da quelle più basse a quelle di maggiore “qualità”. Dal lato dell’offerta, quindi, si assiste a una sorta di saturazione e “maturità”: per la ricettività alberghiera il minimo storico degli esercizi è già stato toccato (dai 42mila negli anni Ottanta siamo passati ai 33mila di oggi), ed è in atto un processo di riqualificazione che ne spinge verso l’alto le categorie e in prospettiva anche la redditività, diversificando allo stesso tempo l’offerta della rete da quella delle attività ricettive extralberghiere.

Un turismo sempre più hi-tech. La riqualificazione in atto è visibile anche dall’alto tasso di investimenti in nuove tecnologie. Secondo un’indagine condotta da Cst per conto di Assohotel Confesercenti, oltre più di tre imprese su quattro hanno attivato nel 2017 investimenti per il miglioramento della qualità della struttura, ed il 42,1% ha puntato nello sviluppo di nuove tecnologie sia come servizio offerto al cliente sia per l’ottimizzazione della propria attività. Gli investimenti in nuove tecnologie hanno puntato soprattutto alla rete wi fi e potenziamento della rete internet (prevalentemente fibra ottica o adsl veloce) e su interventi per l’efficientamento energetico della struttura, come impianti fotovoltaici e pannelli solari. Per quanto riguarda gli investimenti per il miglioramento della qualità, gli interventi più ricorrenti hanno riguardato l’arredamento delle camere e della struttura, il comfort delle camere (insonorizzazione e dotazioni delle camere, miglioramento dei servizi igienici), la manutenzione (interventi ordinari, tinteggiatura pareti, serramenti), la ristrutturazione (facciata, tetto, terrazze) e gli impianti (climatizzazione, riscaldamento, impianti idraulici ed elettrici).

 


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