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Resort: l'all-inclusive diventa esperienziale

14/06/2018 10:42
Due resort messicani, venduti sul mercato statunitense, stanno rivoluzionando il concetto di vacanza in villaggio "tutto incluso". Un trend che arriverà in Europa?

Vendere una vacanza in resort con una formula all-inclusive che comprenda escursioni ed esperienze non standardizzate. E’ questo il nuovo trend che sta iniziando a prendere piede sul mercato statunitense, cambiando lo scenario di mercato.

L’esordio della nuova formula è stata un anno fa, con il resort Unico 20º87º Hotel Riviera Maya, in Messico. Se per anni gli hotel all-inclusive hanno concepito e messo sul mercato add-on esperienziali fatti sostanzialmente di escursioni a pagamento e spesso di massa, Unico 20º87º è riuscito a distinguersi proprio sul fronte degli add-on esperienziali. "Aggiungere esperienze o escursioni con il soggiorno tutto incluso costa di più al resort, ma è probabilmente il più grande valore aggiunto per il consumatore, quello con il maggiore impatto", ha commentato Anna Thelen, consulente di viaggio di Dream Come True Vacations.

Nella tariffa di Unico 20º87º sono infatti inclusi diversi tour locali concepiti per essere lontani dal “prodotto in serie”, mentre altri sei tour esclusivi presentano un costo aggiuntivo. Alcuni esempi: una gita al Garrafon Natural Reef Park sul punto meridionale di Isla Mujeres, un'isola popolare soprattutto tra i locali, oppure la visita alle rovine di Coba, che a differenza di Chichen Itza e Tulum, non pullula di turisti.

Un altro resort ha portato un passo ancora più in là la sfida: è l'hotel Xcaret, inaugurato a dicembre e parte del Grupo Experiencias Xcaret, che possiede otto ecoparchi dedicati alla cultura, alla storia e al patrimonio messicano e maya. La società ha espanso il suo impero all'interno di quella stessa giungla con il suo primo hotel all-inclusive, il primo di 12 che saranno inaugurati nei prossimi anni.

Il più grande punto di svolta del resort è che tutto, ma proprio tutto, è incluso: ingresso illimitato agli otto parchi, escursioni, esperienze di alto livello e coinvolgenti. I viaggiatori non solo riescono a vedere Chichen Itza, ma pranzano nella vicina Valladolid, una città non frequentata dalla maggior parte dei viaggiatori statunitensi.

Francisco Gutierrez, ceo della divisione Hotels per il Grupo Experiencias Xcaret, ha spiegato che in certi momenti il 65% degli ospiti del resort è fuori a sperimentare i parchi o i tour, mentre il restante 35% rimane in struttura. "Come messicano - ha detto Gutierrez - sono molto orgoglioso dell'alta percentuale di miei connazionali che ci fanno visita, che sono molto felici di vivere un'esperienza messicana reale e non dettata dalla percezione globale".

Se questi due hotel stanno cambiando il modo in cui un determinato segmento di mercato americano considera l'all-inclusive, allontanandolo dai luoghi comuni sulla sua standardizzazione, resta da vedere se questo trend arriverà anche nella villaggistica europea ed italiana. g.m.


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