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Milano evolve il ruolo dell’agenzia di marketing territoriale

10/12/2018 09:00
Nasce Smart City sul modello di London & Partners per attrarre viaggiatori, investimenti, innovazione, talenti. La Dmo che va oltre il turismo per attivare uno storytelling globale sulla città

E’ stato un lungo parto, ma infine è arrivata: l’agenzia di marketing territoriale di Milano è stata tenuta a battesimo il 6 dicembre scorso, e si chiama Smart City. Ampio il suo raggio d’azione che va oltre lo sviluppo di flussi turistici, con la precisazione di “sia leisure sia business”. In effetti, dai rappresentanti delle istituzioni intervenute e che l’hanno voluta, è stata chiamata in modi diversi. Il sindaco Beppe Sala la definisce un’associazione, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli un’agenzia di marketing territoriale, più estensivamente è stata delineata come una società volta ad incrementare l’attrattività su Milano. In quattro ambiti: il turismo, gli investimenti dall’estero, l’innovazione e i talenti, intesi come studenti ed expat. “Milano per crescere deve continuare a guardare al mondo – ha sottolineato il sindaco , non può accontentarsi di avere la leadership sul territorio italiano, ma deve avere l’ambizione di diventare un nodo globale. Mi auguro che i soggetti che hanno contribuito alla crescita del territorio in questi anni abbiano voglia di cogliere questa sfida e partecipino attivamente all’associazione Smart City”.

L'associazione dovrà attrarre soci, dunque, tra imprese e istituzioni, andando a costruirsi su un mix di azionisti pubblici e privati e via via allargherà la base azionaria. "Dopo Expo abbiamo una buona reputazione e siamo a un bivio: ci sediamo oppure rilanciamo? - aggiunge Sala - La mia risposta è stata quella del rilancio, dobbiamo farlo per la città e per il Paese".

Progetto della Cciaa meneghina, con Monza-Brianza e Lodi insieme al Comune, Smart City è diretta da Luca Martinazzoli, che migra dalla direzione marketing di Palazzo Marino, con la presidenza di Marco Pogliani, l'esperto di comunicazione che lavorò con Sala su Expo 2015, e la vicepresidenza di Evelina Christillin, ex presidente dell’Enit.

Il modello su cui si forgia è quello di London & Partners, agenzia creata per sostenere le priorità del sindaco della capitale inglese, “promuovendo Londra a livello internazionale come una città leader nel mondo in cui investire, lavorare, studiare e visitare”. Ecco le quattro chiavi di lettura che ampliano l’orizzonte del turismo, ma concorrono ad alimentarlo: Milano è una città di lavoro e di studio (200mila sono gli studenti delle università, molti dall’estero), dunque destinazione di viaggi.

“Vogliamo portare a Milano visitatori che siano ambasciatori e che ci raccontino nel mondo, parallelamente realizzare un canale di comunicazione attraverso il brand Yes Milano per attrarre investimenti e persone, che scelgono la città come destinazione di vita e di lavoro”, aggiunge Luca Martinazzoli. Le attività sviluppate dall’associazione Smart City saranno caratterizzate dall’uso del nuovo marchio, che sarà collegato a uno strumento di monitoraggio dei flussi, dal quale trarrà big data per realizzare un’offerta mirata e programmata in settimane a tema, come già ne esistono diverse tra fashion e design. Diventerà anche un canale web di comunicazione, nel 2019. “Tra i focus l’incremento della spesa dei turisti, del numero e della qualità di congressi ed eventi, di studenti internazionali e di lavoratori internazionali altamente qualificati, di progetti di investimento di alta qualità”, spiegano gli stakeholder.

“Questi ambiti – ha evidenziato il presidente Sangalli – sono rilevanti perché garantiscono alla città la creazione di benessere e di valore, lo sviluppo di posti di lavoro di qualità e stimolano l’economia della città a relazionarsi con i mercati globali”.

Contemporaneamente, a palazzo Giureconsulti, centro congressi accanto alla cattedrale, ha aperto l’infopoint “Yes Milano Tourism Space”. p.ba.


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