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Castrocaro Terme: in arrivo la tassa di soggiorno, albergatori contrari

18/01/2019 10:59
L'opposizione chiede il rinvio di un anno e lamenta la mancanza "di un progetto industriale da condividere"

La tassa di soggiorno sta per scuotere la stagione turistica 2019 a Castrocaro Terme e Terra del Sole. E' questa la novità che sarà introdotta quest'anno nella nota località termale, come si legge sulla versione online de Il Resto del Carlino. A breve, lunedì sera in consiglio comunale, sarà deciso il tributo, che sarà in base alla classificazione delle strutture ricettive.

A quanto si legge, si tratterà di 1 euro al giorno per i primi cinque giorni nei bed & breakfast e negli agriturismi; 1,50 nelle strutture di medio livello, 3 euro per gli alberghi di livello superiore, come il Grand Hotel Terme, che a giugno riaprirà con le 5 stelle.

Dal canto suo l'assessore al turismo, Liviana Zanetti, non teme che l'arrivo dell'imposta di soggiorno possa fare da deterrente alle scelte dei turisti. "Nel 2016 a Castrocaro i turisti sono calati del 4% rispetto all’anno precedente, nel 2017 addirittura dell’11%. Per risalire la china è indispensabile innovare e puntare su un sistema turistico strutturato - ha affermato -: per farlo serve denaro e l’unico modo di incrementare le entrate senza incidere sulle tasche dei cittadini è introdurre la tassa".

L'assessore si sofferma anche sullo stato dell'arte dell'offerta ricettiva, facendo presente che sono molti "gli alberghi che hanno chiuso (ne riapriranno 11 sui 24 presenti nel territorio comunale), altri rischiano di chiudere: dobbiamo salvare posti di lavoro. Il gettito, di circa 50.000 euro sarà integralmente investito nel sistema turistico", annuncia.

L'opposizione

Ovviamente l'arrivo del nuovo balzello non mette tutti d'accordo. Tra gli oppositori c'è Benedetta Orlati, che è stata assessore al turismo prima di Zanetti. A suo dire manca una "progettualità concreta, sarei favorevole all’introduzione della tassa se ci fossero le corrette premesse. Purtroppo in un anno pieno di interrogativi, di transizione economica e sociale anche per via della privatizzazione delle Terme, non esiste un progetto industriale da condividere con gli attori principali dell’economia locale ovvero gli albergatori". La richiesta è pertanto quella di "attendere un anno per pianificare un progetto serio, con l’indicazione di tempistiche concrete, proiezioni di budget di spesa, individuazione di target di clientela e mercati di riferimento".

Il tema del rinvio di un anno trova concordi anche gli albergatori, sul piede di guerra. Basti dire che il presidente di categoria, Franco Decarli, è pronto a dimettersi nel caso in cui venisse introdotto il balzello, si legge sulla fonte. "Non è il momento più opportuno per introdurre la tassa di soggiorno", ha fatto presente, pertanto la richiesta degli albergatori è "di far slittare la tassa al 2020: vanno messi in conto anche i problemi logistici legati alla recente introduzione della fattura elettronica", ha osservato. 


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