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Associazione Borghi d'Europa: 10 percorsi per i territori meno conosciuti

18/04/2019 17:44
Gli itinerari sono stati identificati per tema dai Percorsi della fede, alle Vie dell’acqua, della Birra, del Pane, della Pizza, fino ai Mulini del gusto

L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto è nata nel 2007 con l'intento di unire e far conoscere i borghi meno noti d'Europa, seppur ricchi di offerta, ma con poche risorse da poter dedicare alla promozione. E' nata dalla collaborazione tra La Rotta dei Fenici, Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa e la Rete di Informazione L'Italia del Gusto. Unire e collegare i borghi e territori europei poco conosciuti per creare una rete di scambi culturali ed istituzionali. In primis con l'obiettivo della salvaguardia. 

Dopo 11 anni la Rete dei Borghi Europei del Gusto ha fatto un passo in più. L'intenzione è stata quella di creare una realtà che interpretasse la necessità di collegare i Paesi europei con percorsi culturali fondati scientificamente e percorribili, ma che faccia anche decollare progetti con supporti informativi e finanziari. Tutto ciò ha portato alla nascita di Borghi d'Europa Icrhic (International Cultural Routes Heritage Indipendent Committee) per avviare un processo di internazionalizzazione su base culturale. Punto di forza del progetto sono i Percorsi internazionali dei Borghi d'Europa, che sono esistenti o in fase di progettazione.

Il 2018 è stato l'Anno europeo del patrimonio culturale e la rete dei Borghi d'Europa ha promosso oltre 40 azioni informative per valorizzare borghi e territori di 20 Paesi e regioni europee. Da qui sono emersi 10 percorsi internazionali.
La sede dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano, è stata la location in cui è stata presentata l’iniziativa dell’Associazione Borghi d’Europa per il 2019, ossia i “Dieci Percorsi Europei per l’Anno del Turismo Lento”. Ad illustrare il progetto Giorgio Dalla Barba, segretario dell’associazione. Il tutto è "legato alle azioni sviluppate nel 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, toccando comunità di venti Paesi e Regioni d’Europa: da questo viaggio sono nate le tracce dei dieci percorsi internazionali che proponiamo, ognuno dei quali prevede la partecipazione di almeno cinque Paesi europei e di cinque regioni italiane”.

I percorsi sono stati identificati ciascuno con una definizione tematica: Percorsi della Fede, Vie dell’Acqua, della Birra, del Caffè, del Pane, della Pizza, dei Norcini e del Tempo, Mulini del Gusto, il paesaggio della Vite e del Vino, Terre Romane e Bizantine, Ferrovie (non) dimenticate e Mobilità Dolce.

“Nel corso del 2019 giornalisti e comunicatori di Borghi d’Europa visiteranno le località inserite nei percorsi, costruendo itinerari fondati sui principi dell’interculturalismo. Alla fine del viaggio, le realtà istituzionali e associative dei territori potranno scegliere di seguire la strada del riconoscimento dei Percorsi come Itinerari Culturali Europei, presentando richiesta all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, in Lussemburgo. Oppure si potranno organizzare in autonomia per valorizzare i loro borghi e i loro territori”.

L'incontro milanese è stata anche l'occasione per sentire la testimonianza diretta di alcuni esponenti, quali ad esempio le Valli del Natisone, un territorio, come è stato detto, che "fa da cerniera tra due culture, il mondo slavo e quello latino, ricco di storia a partire dalle presenze romane". Andando ai nostri tempi, per il 2019 è stato redatto un calendario di 119 eventi. Tra le iniziative è stato creato un percorso delle 44 chiesette votive presenti nelle Valli del Natisone, risalenti al tardo gotico. 

Tra gli itinerari che si sta portando avanti c'è quello sui Mulini del gusto, correlato alla via della pizza e del pane. Ad illustrarne alcuni aspetti l'esperto Stefano Travagliati. "Il mondo della pizza sta cercando di trovare un prodotto naturale, locale, usato nel massimo della sua espressione senza utilizzare, ovviamente, la chimica, ma usando la tecnica. Le vie del gusto sono la strada che ci dà una mano per far capire che ci sono tante realtà che si possono considerare, utilizzando prodotti locali".

Tra le testimonianze anche quella di Mulino terre vive. "Borghi d'Europa è strettamente collegato al patrimonio enogastronomico che in Italia trova la sua massima espressione, con i territori collegati come in un enorme puzzle di specialità tipiche che esprimono il massimo che il territorio può offrire. Nell'immaginario collettivo il mulino è un luogo magico a prescindere dalla dimensione e struttura è il luogo dove il mondo cerealico converge e può essere donato alla popolazione come un alimento base. Il Mulino terre vive nel suo piccolo rappresenta un esempio di come la tecnologia possa essere messa al servizio dell'etica e rappresentare un punto di svolta del cambiamento di un territorio. Non lavoriamo solo sul prodotto, ma anche sulle persone. Sono gli uomini che fanno il territorio, pertanto il contadino deve tornare ad essere uomo del contado che sa interpretare, capire e rispettare il proprio territorio. Il mulino deve solo toccare il grano e formare dei professionisti validi che possano dare prodotti sani e genuini". 

Gli itinerari non sono ancora parte di pacchetti turistici. "Bisognerà aspettare che sia ultimato tutto entro fine anno", ha specificato Dalla Barba.

 


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