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Locazioni brevi, pronto il codice identificativo contro l’abusivismo

11/06/2019 14:35
Secondo Federalberghi, consentirà di migliorare l’offerta turistica, realizzando un mercato più trasparente, a tutela dei consumatori, dei lavoratori, delle imprese, delle comunità locali e dell’erario

Secondo Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, la lotta all’abusivismo nel settore turismo potrebbe giungere a un punto di svolta. Grazie infatti alla presentazione di un emendamento al decreto crescita, entro tre mesi, sarà istituito un codice identificativo, che consentirà di migliorare l’offerta turistica, realizzando un mercato più trasparente, a tutela dei consumatori, dei lavoratori, delle imprese, delle comunità locali e dell’erario.

L’emendamento in questione prevede che tutte le strutture ricettive, inclusi gli immobili destinati alle locazioni brevi, vengano iscritte in una banca dati istituita presso l’agenzia delle entrate. A ogni struttura sarà assegnato un codice identificativo, che dovrà essere pubblicato obbligatoriamente in tutte le forme di comunicazione rivolte al pubblico.

“Strumenti analoghi - ha dichiarato Bocca - sono stati introdotti con buoni risultati in tutto il mondo, ricordiamoci i casi di Parigi, Barcellona, Buenos Aires, Toronto, Germania, Grecia, Svezia e Croazia. Confidiamo che anche in italia contribuiscano alla bonifica del mercato, in favore di tutte le strutture, di tutti i generi, che operano nel rispetto delle regole, per una concorrenza sana, trasparente e leale”.

Secondo Bocca questa proposta costituisce il primo passo di un percorso strategico, che deve proseguire introducendo un set minimo di norme di tutela del turista, in materia di igiene, sicurezza, prevenzione incendi, che Federalberghi ha chiesto di adottare in occasione della recente audizione parlamentare sul disegno di legge delega sul turismo.

Federalberghi, con l’assistenza tecnica di due istituti di ricerca, l’italiano Incipit e la statunitense Inside Airbnb, monitora costantemente il mercato degli affitti brevi. E il fenomeno è in continua espansione e non si è arrestato neanche dopo l’arrivo della legge che assegna ai portali il compito di trattenere alla fonte e versare allo stato il 21% del prezzo pagato dai turisti. Nei due anni successivi l’entrata in vigore della legge, il numero di annunci su airbnb Italia è praticamente raddoppiato, passando da 214.483 ad aprile 2017 a 421.086 ad aprile 2019 (+96,33%).

 


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