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Vertenza Airbnb: il Consiglio di Stato chiama in causa la Corte di Giustizia Ue

19/09/2019 17:56
"Siamo stanchi di assistere a questa esibizione indecorosa dei colossi del web", ha affermato Bernabò Bocca in merito

Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza n. 6219 del 18 settembre 2019, ha disposto il rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea della vertenza promossa da Airbnb, che - a più di due anni dall'entrata in vigore della norma che ha previsto l'applicazione di una tassazione agevolata al 21% sui redditi da locazioni brevi - continua a rifiutarsi di applicare la cosiddetta cedolare secca e di comunicare i dati all'Agenzia delle Entrate.

Il Consiglio di Stato, nel rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’Ue, ha escluso la ricorrenza dei presupposti per procedere alla diretta disapplicazione della normativa contestata ed ha affermato che l’interpretazione del Tar, che a febbraio ha respinto il ricorso di Airbnb, non presenta tratti di patente irragionevolezza.

“Confidiamo che la Corte di Giustizia metta fine a questa commedia - ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca - che vede Airbnb appigliarsi ad ogni cavillo pur di non rispettare le leggi dello Stato. Siamo stanchi di assistere a questa esibizione indecorosa dei colossi del web, che realizzano nel nostro Paese utili milionari, ma dimenticano di pagare quanto dovuto al fisco italiano, con un comportamento a dir poco opportunistico. Federalberghi - ricorda Bocca - è intervenuta nel giudizio al fianco dell'Agenzia delle Entrate per promuovere la trasparenza del mercato, nell'interesse di tutti gli operatori, perché l'evasione fiscale e la concorrenza sleale danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza”.

 


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