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"Made in Roma", arriva il turismo col bollino di qualità

18/11/2019 08:38
Faccia a faccia con l’assessore pentastellato della Capitale Carlo Cafarotti, che annuncia i cambiamenti del 2020: oltre 10 milioni di euro di investimenti - di Letizia Strambi

L’offerta turistica a Roma avrà un marchio di qualità. Lo assicura l’assessore al turismo del Comune di Roma Capitale, Carlo Cafarotti, a margine dell’annuncio del Piano strategico Futouroma 2019-2015.

Il brand annunciato sarà “Made in Roma”. “Non inventiamo un trade mark nuovo, perché Roma basta, ma sarà un battage: ogni nostra iniziativa, sia nel mondo produttivo che turistico, andrà sotto questo brand”. Il marchio sarà concesso dall’ufficio per la pianificazione strategica per lo sviluppo economico e urbano. “Sarà per tutte le aziende, che dovranno rispettare determinati standard: a partire dal secondo trimestre 2020, sarà posto fuori dagli hotel, dai ristoranti, dai negozi artigianali e in una seconda fase sarà diretto anche al tour operating, ai Dmc”. In cambio le aziende usufruiranno di una promozione internazionale, e allo stesso tempo saranno evitati inconvenienti come scontrini fuori misura per i turisti, grazie a un circuito controllato e certificato dal Comune.

Il bollino sarà applicato anche a livello digitale per prodotti artigianali e locali su piattaforme come Amazon, e WeChat. Novità anche sugli esiti dell’accordo stilato tra il Comune di Roma e Tim per controllare i flussi turistici e avere dati basati sulla presenza di schede telefoniche. Con il nuovo sistema l’assessorato osserva, tramite le sim card, il numero reale dei pernottamenti e soprattutto le abitudini di questi turisti, monitorando dove si soffermano e in che ore. Lo strumento dovrebbe anche aiutare nel gestire l’overtourism di luoghi come Fontana di Trevi, dove “non ci saranno tornelli a pagamento, ma si incentiveranno i turisti ad arrivare in orari meno affollati con delle piccole attrattive”.

Novità anche per la tasse di settore. “Per il 2019 abbiamo stimato un incasso di 111 milioni, con il recupero di arretrati arriveremo a 136 milioni, nell’ultima delibera nota come ‘delibera Airbnb’ c’è una destinazione puntuale in primo luogo alla promozione turistica: il gettito derivante da questi accordi va investito per un massimo del 10% in promozione, mentre mediamente negli ultimi anni la promozione turistica ha avuto investimenti in media di 5 milioni, meno del 5% del gettito complessivo: quindi, di fatto, stiamo raddoppiando gli investimenti”. 

Letizia Strambi 


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