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Olio e turismo, un legame da potenziare

07/12/2019 15:30
Un rapporto della professoressa Roberta Garibaldi restituisce un quadro delle potenzialità attrattive

Secondo i dati rilevati dal rapporto "La valorizzazione turistica dell'olio", redatto dalla professoressa Roberta Garibaldi, il 69% dei turisti italiani desidera prendere parte a una esperienza olio, ma solo il 37% vi ha effettivamente partecipato nel corso dei viaggi più recenti. Lo studio, presentato a Siena nell’ambito del venticinquesimo anniversario dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio (Anco), restituisce un quadro delle potenzialità del turismo legato alle produzioni olivicole. Secondo l’autrice “le esperienze a tema olio stanno acquisendo rilevanza all’interno del contesto del turismo. L’olio non è solo un elemento connotante un territorio, ma diviene una potenziale attrazione turistica alla luce del crescente interesse da parte della domanda e il successo degli eventi organizzati dalle Città dell’Olio nel tempo, da Girolio alla Camminata tra gli Olivi, ne sono la dimostrazione”. Se chi si muove con questa come motivazione primaria è ancora una nicchia, le esperienze a tema possono giocare un ruolo importante come parte integrante dell’offerta relativa a un territorio per tutti i turisti.

Sempre nel rapporto viene evidenziato che, sebbene sia abbastanza scontato l’interesse dei turisti ad abbinare alla visita l’acquisto di prodotti aziendali a prezzi interessanti, assistere alla produzione dell’olio e partecipare alle tradizionali degustazioni o visite guidate, analogamente a quanto già avviene per il vino, risulta riscuotere un forte interesse per un diversificato range di esperienze. In primis la partecipazione attiva alle attività di produzione, con il 61% dei viaggiatori a cui piacerebbe partecipare alla raccolta delle olive e produrre il proprio olio. Quindi le attività artistiche negli uliveti (41%), i turisti si mostrano particolarmente curiosi nello scoprire gli aneddoti dell’azienda e del territorio dove essa opera (64%), oltre che nel conoscere e interagire direttamente con il proprietario (57%). La degustazione si conferma un elemento di grande attrattiva per questi turisti, ma con un forte interesse a una esperienza più completa: infatti il 79% vorrebbe poterla abbinare a piatti e specialità del luogo, il 69% vorrebbe vivere esperienze culinarie negli uliveti. Un forte apprezzamento è espresso verso i frantoi storici (76%) e le distese di ulivi secolari (70%).

Il desiderio di scoperta dell’olio non si limita al solo luogo di produzione. Ben il 60% dei turisti italiani vorrebbe poter degustare diverse tipologie di olio e trovare una carta dell’olio specifica in abbinamento ai piatti proposti dai ristoranti. Accanto a ciò sarebbe gradita una spiegazione da parte di chi è preposto al servizio, così da indirizzare al meglio le scelte del consumatore. Emerge la necessità di andare oltre l’offerta tradizionale, per lo più legata alla visita ai luoghi di produzione e alle degustazioni, e costruire proposte ampie, segmentate in grado di stimolare la curiosità e la partecipazione attiva del visitatore. A tale proposito diventa quindi fondamentale formare gli operatori affinché siano in grado di soddisfare professionalmente questo aspetto.

Il 49% degli italiani desidererebbe visitare un museo nazionale dell’Olio, un luogo dove scoprire e sperimentare questo importante prodotto. Il Rapporto evidenzia inoltre che il 55% dei turisti interessato alle esperienze a tema olio non vi ha tuttavia partecipato nel corso dei suoi più recenti viaggi e ciò per mancanza di adeguata informazione a riguardo. Ciò indica un possibile deficit di comunicazione e promozione dell’offerta che quindi influenza negativamente il desiderio; in seconda battuta, la mancanza di interesse che può essere legata a tipologie di proposte poco appetibili per il pubblico. Lo sviluppo dell’attrattività delle esperienze a tema olio non passa esclusivamente attraverso l’implementazione dell’offerta turistica in azienda: un elemento rilevante è la capacità delle singole destinazioni di integrare la medesima all’interno del portfolio turistico, a partire dalla ristorazione e la ricettività fino a giungere a proposte culturali.

Il Rapporto evidenzia come il turista che desidera partecipare a esperienze a tema olio abbia caratteristiche trasversali. Questa propensione prescinde dall’area di residenza, dall’età e dalla fascia di reddito: un dato importante è la presenza di turisti di età “matura”, ossia i Boomers, mentre minore è quella dei più giovani.
 


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