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Hotel Food Revolution: "Ci vuole un cambio di mentalità"

21/01/2020 14:28
"Non deve essere visto come un problema, il f&b può rappresentare un'opportunità per l'hotel ma occorre passione, creatività e marketing", afferma Mauro Santinato di Teamwork - di Laura Dominici

“La ristorazione in hotel? Non è mai stato considerato un business a se stante, ma condizionato dal più tradizionale trattamento di pensione completa degli alberghi di vacanza”. Parte da questo presupposto Mauro Santinato, presidente di Teamwork che domani - nel corso di Hotel Food Revolution a Milano - avrà il ruolo di cerimoniere, per spiegare lo stato dell’arte del tema.

E si spinge anche oltre per dire: “L’80% dei ristoranti negli hotel non sono nemmeno stati battezzati e non hanno una loro identità. Manca il marketing, la passione e la creatività”. Il risultato, sembrerebbe, di un’attività che “produce stress”, secondo un sondaggio lanciato ad un panel di albergatori. “Se potessero farne a meno lo farebbero e per evitare problematiche, anche correlate alla difficoltà di reperire risorse umane adeguate, sarebbero persino disposti a chiuderlo”, afferma.

Questo però vale in linea generale, soprattutto per le strutture nei luoghi di vacanza (e fa riferimento a Costa veneta e romagnola, Trentino…) ma qualcosa sta cambiando, anche se i numeri sono ancora bassi.

“Nel resto del mondo – afferma Santinato – la voce f&b ha un peso che varia dal 35 al 40 % sui ricavi, mentre in Italia i valori sono molto più bassi, ad eccezione degli hotel business, dove comunque non supera il 30%, a meno che non ci sia la componente della banchettistica del Mice, ma negli hotel di vacanza gli imprenditori non riescono nemmeno a scorporare la voce dal fatturato e soprattutto nei 3 stelle viene considerato un servizio obbligatorio”.

La lezione è una: “Occorre un cambio di mentalità, perché questa voce può trasformarsi da problema ad opportunità se gestita come una attività. Non bisogna viverla come un obbligo ma come una passione”.

Cosa è necessario a questo punto? “Più professionalità – replica – e poi bisogna crederci”. Nella mente del consumatore – almeno italiano - non c’è ancora l’idea di scoprire il f&b dell’hotel. Certo sta cambiando qualcosa, ma c’è bisogno di rivoluzionare l’approccio. Dovremmo dealberghizzare la ristorazione in hotel”, un neologismo che dice tutto.

Laura Dominici


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