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Aumento Iva per hotel e ristoranti: torna lo spettro

10/02/2020 09:26
Bocca chiede al Governo di non dar seguito "a questa proposta autolesionista e di concentrare l'attenzione verso le imposte evase da centinaia di migliaia di esercizi ricettivi abusivi”

“A fronte dell’emergenza coronavirus, che rischia di innescare una pesante recessione turistica, un grande Paese che crede e investe nell’importanza dell’economia del turismo, si sarebbe affrettato ad adottare opportune misure di sostegno. E invece, assistiamo sconcertati al fiorire di proposte bislacche, incentrate sull’aumento dell’aliquota Iva pagata da hotel e ristoranti?”. A parlare è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a fronte delle indiscrezioni riportate da alcuni organi di informazione.

“Sento dire che la maggiore imposta sarebbe pagata dai turisti e che sarebbe soprattutto a carico degli stranieri. La verità - afferma - è ben diversa: il prezzo principale sarebbe pagato dal nostro Paese, a causa della perdita di competitività del nostro sistema turistico, a tutto vantaggio dei Paesi concorrenti, con grave danno per le imprese e i lavoratori italiani”.

Bocca osserva anche: “Qualcuno si illude di far cassa spremendo gli ospiti stranieri, confidando di non pagar pegno, grazie al fatto che i forestieri non votano. In realtà, il turista ha un modo molto efficace di esprimere il proprio voto: vota con i piedi, cambiando strada e scegliendo altre destinazioni. Chiediamo al Governo di non dar seguito a questa proposta autolesionista e di concentrare la propria attenzione verso le imposte evase da centinaia di migliaia di esercizi ricettivi abusivi che inquinano il mercato”.
 


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