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Turismo en plein air: le aziende reagiscono compatte

30/04/2020 18:00
Assitai, Assocamping e Faita sono determinate a riaprire i battenti con il pieno adeguamento alle norme comportamentali e ai protocolli di sicurezza

Le 2650 aziende che offrono vacanze all’aria aperta in Italia sono determinate a reagire ed a riaprire i battenti dopo la situazione di emergenza causata dal Covid-19. Anche se si dovranno osservare norme comportamentali e protocolli di sicurezza il mondo del campeggio e dei villaggi turistici resta una delle poche opportunità per condurre vacanze adeguate nell’estate del 2020.

I campeggi ed i villaggi turistici costituiscono insieme lo specifico segmento turistico definito "turismo all'aria aperta" con più di 10.000.000 di ospiti per circa 70 milioni di presenze annuali, per un valore di 5 miliardi di euro di ricchezza generata, l’Italia è leader europeo del turismo open air. Nel comparto sono impegnate 150.000 persone tra addetti diretti e indotto.

Tra le caratteristiche dell'offerta turistica all'aria aperta: libertà, spazio e sicurezza. È infatti indubbio che, proprio per la versatilità delle strutture che possono dedicare fino a 150 m2 per nucleo familiare e nel contempo garantire un alto grado di sanificazione dei servizi e degli alloggi consentendo agli ospiti una piena ed autentica libertà di movimento a contatto con la natura e l’ambiente, i turisti possono trovare una risposta alla contingente domanda di distanziamento e sanificazione imposta dalla pandemia di Covid19.

Tuttavia è necessario che le autorità di governo e le strutture tecnico scientifiche di supporto indichino al più presto tempi e modi di riapertura in maniera da consentire alle imprese una adeguata preparazione all’accoglienza. I codici Ateco di riferimento del settore devono essere inclusi al più presto tra le attività consentite ancorché regolamentate. Le sorti delle imprese e delle loro maestranze dipendono dalla tempestività e dalla chiarezza di prescrizioni che devono guardare al bene primario della salute senza dimenticare l’esigenza di poter fruire di una vacanza. Le nostre aziende praticano la sanificazione e sono pronte ad adeguarsi alle linee guida già diffuse per come saranno validate dalle competenti Autorità scientifiche, accogliendo gli ospiti in un contesto di qualità e sicurezza dei servizi offerti.

“Il turismo è una risorsa primaria per l’economia nazionale e non dedicarle l’attenzione che merita e le compete rappresenterebbe un errore imperdonabile per gli ulteriori danni che si realizzerebbero se incertezza e immotivate chiusure dovessero protrarsi. Ci auguriamo che già nei prossimi giorni il governo e le regioni pongano in essere deliberazioni che consentano la pronta ripartenza delle nostre aziende turistico ricettive all’aria aperta” è quanto affermano Angelo Macola (Assitai Confindustria, Monica Saielli - Assocamping Confesercenti, Maurizio Vianello (Faita - FederCamping - Confturismo).


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