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Estate 2020: si ricomincerà a viaggiare o si dovrà aspettare?

29/05/2020 16:30
Alcuni player del settore si confrontano nel panel di Doc-Com tra analisi del presente e prospettive per la prossima stagione - di Gwen Marletta

“Gli ambientalisti esigevano il turismo di prossimità già da tempo, la pandemia lo ha reso una necessità” così si esprime in apertura dell’incontro online di Doc-Com, Roberta Milano, consulente e docente universitaria presso l’Università Cattolica di Milano, offrendo anche ulteriori spunti su come il turismo locale non dovrebbe solo essere una risposta alle esigenze dei consumatori ma come una vocazione vera e propria delle destinazioni italiane.

La parola chiave che dovrebbe dominare il dialogo fra gli operatori del settore è “Realismo, é ciò che serve all’industria, la parola ottimismo é stata purtroppo abusata in questo periodo e ha condotto a false speranze", spiega Sara Magro, giornalista de Il Sole 24 Ore. Questo, però, non dovrebbe frenare la promozione del Paese che é stata portata avanti con grande trasporto soprattutto dagli albergatori sul territorio nazionale”.

Giancarlo Carniani, general manager di Toflorence Hotels e Hugo Pizzinini, proprietario dell’ Hotel & Spa Rosa Alpina sono concordi sullo spirito di amicizia che ha sempre legato la categoria dell’hospitality e l’unione di intenti porterà alla ripresa in questa stagione estiva. Sembra dissentire però Alberto Maschio, presidente Associazione albergatori di Jesolo e coordinator Federalberghi spiagge di Jesolo, che sottolinea come le strategie aziendali e territoriali dovrebbero essere guidate da dati oggettivi e puntare non in una ripresa, ma in un nuovo inizio solo nel 2021.

Poco ottimistici i dati presentati da Claudio Scarpa, direttore Associazione veneziana albergatori: “Il 20% degli alberghi non aprirà, soprattutto le piccole imprese a gestione familiare e la percentuale restante avrà comunque un tasso di occupazione del 15%, in leggera crescita in autunno”. Interviene infine Vito Spalluto general manager di L’Andana, per dimostare come le aziende abbiano dovuto adattare la loro offerta alle nuove esigenze. Le attività che infatti “coinvolgevano più famiglie nel tentativo di costruire un senso di comunione, adesso sono state ridimensionate per dare un senso di riscoperta del proprio nucleo familiare”. Una mossa che sembra essere in linea con il nuovo comportamento dei consumatori che per via delle circostanze saranno spinti a optare per viaggi più pensati e significativi.

Gwen Marletta

 


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