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Federalberghi Sardegna: c’è bisogno di un mese di tempo

03/06/2020 11:50
La stima del presidente per rimettere in marcia tutto quanto

“Siamo pronti a ripartire, salvo provvedimenti dell’ultimo momento”. A parlare è Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna. “E’ chiaro, però, che per rimettere in marcia tutto quanto c’è bisogno di un mese di tempo, ossia quello per la programmazione”. Secondo Manca ai danni del Covid, bisogna sommare anche le disdette arrivate negli ultimi giorni. Il presidente lamenta, inoltre, la mancata “chiarezza da parte della Regione sulle regole. Agli annunci sui media non sono ancora seguiti provvedimenti e questo ha creato incertezza”. Non solo: “Auspichiamo che dalla Regione ci sia una campagna di comunicazione con cui si invitano i turisti a venire in Sardegna”.

Secondo Mario Cioffi, manager del Cormoran di Villasimius non c’è più tempo da perdere: “Sino a quando non ci daranno regole chiare e non ci sarà una certezza sarà difficile aprire. Noi riceviamo numerose richieste al giorno e tutti ci chiedono se si può arrivare in Sardegna e come si deve fare. Quello che serve sono le regole di ingaggio”. Il manager ricorda che a giugno avrebbe dovuto assumere 60 persone: “Se va bene ne assumerò una trentina a fine mese”. Ma il rischio più grave è che al 31 dicembre “molte aziende non siano in grado di chiudere i bilanci. Se a fine anno abbiamo passività dobbiamo metterceli noi i soldi per evitare di portare i libri in tribunale”. Ad ogni modo “se non si può aprire a fine giugno, meglio non farlo, sarebbero solo costi” e la stagione sarà a regime ridotto. Nello scenario c’ chi vede il futuro con una certa positività: “La prima finestra delle prenotazioni è già stata bruciata – dice Nicola Palomba, vicepresidente di Confindustria Sardegna meridionale e titolare dell’Hotel Costa dei Fiori -, ora stiamo lavorando per dare la possibilità ai turisti di trascorrere le vacanze in tranquillità e sicurezza. E’ chiaro che lavoreremo al ribasso rispetto ai numeri del passato. Se dovessero essere confermati i numeri si lavorerà al 28-30% rispetto allo scorso anno. In ogni caso noi siamo in campo”.

Non ha ancora deciso quando ripartire Smeralda Holding: “In questo momento ci sono punti interrogativi che non ci consentono di fare una programmazione”, sostiene Mario Ferraro, ceo. Secondo il manager se non c’è la libera circolazione in Europa non ci sono le condizioni per riaprire. “Non si sa quali saranno le restrizioni e le procedure. E si tratta di elementi essenziali quando si programma una vacanza in Sardegna”. L’ipotesi è una prima apertura a fine giugno e le altre successivamente a step. “Rispetto al 2019 perderemo il 60-70% del fatturato. Se non riparte il settore turistico entro giugno l’intera economia, sarda e italiana, rischia il tracollo”.

 


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