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Outdoor vincente in epoca Covid

15/10/2020 16:30
Le vacanze all’aria aperta sono in cima alle preferenze del 70,5% degli italiani nel 2020, con un incremento del 26,6%, secondo la ricerca di Human Company e The Data Appeal Company

La quarta edizione dell’Osservatorio del Turismo Outdoor firmato Human Company, in collaborazione con The Data Appeal Company, ha registrato alcuni dati relativi al gradimento degli italiani verso le vacanze all’aria aperta: nel 2020 il 70,5% degli italiani ha scelto l’outdoor  per le proprie vacanze (+26,6% in confronto al 2019), con un tasso di occupazione di +6 punti percentuali rispetto all’offerta ricettiva italiana e un indice di fiducia di 85 punti su 100 nei servizi offerti dalle strutture all’aria aperta.

I dati della ricerca sono frutto di un’analisi di circa 2.000 strutture in Italia (18,5% villaggi e 81,5% campeggi) per un totale di oltre 130mila contenuti online (come recensioni, giudizi, commenti, punteggi) raccolti dal 1. gennaio al 31 agosto 2020 e di 226mila offerte sulle principali online travel agencie da parte di 1.918 strutture ricettive outdoor dal 22 giugno al 20 settembre 2020. Il report nasce con l’obiettivo di tracciare un bilancio dell’open air nella prima stagione di convivenza con il Coronavirus.

Una panoramica che, pur nelle profonde difficoltà che hanno segnato l’industria del turismo a livello mondiale, conferma la crescita registrata negli ultimi anni dal comparto dell’ospitalità all’aria aperta in Italia e che quest’anno, complici la voglia di tornare a viaggiare in modo più consapevole e sicuro, la riscoperta del turismo di prossimità e di contatto con la natura, ha spinto sempre più connazionali a scegliere l’outdoor come alternativa valida per vacanze made in Italy sicure e di qualità. 

Questo primo scenario di impatto Covid-19 sull’outdoor italiano ha registrato in generale che l’estate della ricettività in Italia ha visto la mancanza di un turista su due, dovuta prevalentemente alla sofferenza della città d’arte, mentrel’outdoor è riuscito a contenere le perdite estive registrando una flessione molto più contenuta, confermando la tendenza che la domanda, prevalentemente domestica, ha una risposta decisamente migliore nell’offerta outdoor rispetto ad altre tipologie di offerta ricettiva.

Nonostante il prezzo medio sia in linea con il resto del ricettivo, nel caso dell’ospitalità all’aria aperta cresce il tasso di occupazione, superiore di 6 punti percentuali (19,8%), confermando una preferenza per l’outdoor più alta della media.

Quanto alla provenienza degli ospiti, mentre si assiste a una grande espansione del turismo domestico, dagli stati europei arrivano segnali in calo: solo svizzeri (-0,6%), olandesi (-1,2%) e tedeschi (-1,4%) indicano le flessioni più deboli, mentre le perdite maggiori arrivano in particolare da Francia (-2,6%) e Polonia (-2,5%).

Per quanto riguarda le tipologie di ospiti si evidenzia un incremento significativo della quota delle famiglie, che segnano +5,7 punti percentuali passando dal 61,7% al 67,4% mentre sono in decrescita tutte le altre: 20,6% coppie (-3,5%), 9,9% amici/gruppi (-1,4%), 1,6% singoli (-0,8%). 

Attraverso l'indagine della presenza digitale dell’offerta outdoor, l’osservatorio ha rilevato un numero di contenuti online per struttura (68) superiore alla media della ricettività italiana (51), identificando questo comparto come uno di quelli che contribuisce in maniera più importante alla reputazione di una destinazione. Il sentiment, ovvero l’indice che sintetizza il grado di soddisfazione da parte dei visitatori, si attesta a 83,9 punti su 100, in particolare grazie ai campeggi che registrano un sentiment più elevato (84,2 punti) dei villaggi (82,8 punti).

Entrando nel merito di un focus regionale, l’osservatorio ha permesso di confrontare gli andamenti delle singole realtà locali per evidenziare le differenze territoriali in termini di peso sull’outdoor italiano e sul relativo gradimento: le quote più rilevanti di contenuti si concentrano in Veneto (21,4%) e in Toscana (20,3%). Alla Valle d’Aosta va il livello di gradimento più alto (89,5 punti), seguita da Trentino (88,7 punti) e Alto Adige (88 punti). La Basilicata è la regione a registrare la variazione più alta rispetto allo stesso periodo del 2019, portando l’indice di gradimento a 82 punti (+4,3%).


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