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Stasi flussi internazionali: serve un nuovo modello europeo

22/10/2020 17:17
"I livelli del 2019 si riprenderanno in due anni e mezzo o quattro anni, a seconda dei diversi scenari", ha spiegato il direttore esecutivo dell'Unwto, Manuel Butler

Il direttore esecutivo dell'Unwto, Manuel Butler, intervenendo questa mattina alla decima edizione dello Shopping & Quality Tourism Summit Spain 2020, ha spiegato che, secondo uno studio internazionale, dovranno trascorrere “tra due anni e mezzo e quattro anni anni "per recuperare i livelli di turismo del 2019 a livello globale.

A suo dire, durante questo periodo di "turismo internazionale latente", deve essere costruito un nuovo modello europeo in cui "i Paesi leader giocano un ruolo importante", e ha sottolineato che i pilastri di questa trasformazione sono "sostenibilità e digitalizzazione ".

"I livelli del 2019 si riprenderanno in due anni e mezzo o quattro anni, a seconda dei diversi scenari", ha spiegato Butler. In questo senso, "bisogna dare una risposta globale e se non ci sarà quella stretta cooperazione internazionale, ci muoveremo verso uno scenario di tardiva ripresa del turismo, tra quattro anni. Ora ci troviamo in uno scenario tra intermedio e pessimista".

L'Unwto sta lavorando su standard internazionali, con l'approvazione il prossimo anno "di un sistema di misurazione della sostenibilità del turismo", che valuta i suoi tre aspetti: economico, sociale e ambientale. Secondo Butler, il coordinamento internazionale pubblico-privato è essenziale per creare un quadro comune e tornare allo stato del turismo ante-crisi.

In questo senso, Maribel Rodríguez, senior vice president membership & commercial di Wttc, ha chiarito che è imporante aver stabilito basi di collaborazione pubblico-privato per affrontare situazioni come la crisi attuale.

Rodríguez ha spiegato che la promozione e gli investimenti nel turismo sono essenziali, poiché "il settore rappresenta 1 posto di lavoro su 10 sul pianeta, 330 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo", e ha aggiunto che nel peggiore dei casi ci sarebbe "una perdita di 197 milioni di posti di lavoro”. Per Rodríguez è molto importante ridare fiducia al viaggiatore e il suo consiglio è di “comunicare, essere trasparenti e spiegare cosa si sta facendo”, senza dimenticare che il turista vuole sapere che “l'intera catena di viaggi è sicura”.


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