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Agenzie di viaggio e incoming, un indotto importante

04/12/2020 17:40
Durante il web meeting organizzato da Assoviaggi è emerso che c’è la possibilità di sperare in un futuro. Necessario coniugare la resilienza degli operatori agli aiuti concreti da parte dello Stato

Le agenzie di viaggio svolgono un ruolo fondamentale nell’incoming turistico, generando un giro d’affari di 1,8 miliardi di euro l’anno ed attivando la produzione di migliaia di imprese locali, nell’alloggio e nella ristorazione come nei trasporti e nei servizi turistici. È quanto emerge dalla ricerca sulle agenzie di viaggio ‘ricettiviste’, che si occupano cioè di turismo in entrata, condotta da Cst per Assoviaggi Confesercenti.

L’argomento è stato affrontato in un web meeting organizzato proprio da Assoviaggi, con  il sottosegretario al Mibact Lorenza Bonaccorsi e il delegato Anci al Turismo Andrea Gnassi. Il numero di agenzie di viaggi italiane che svolgono attività esclusiva di incoming è 2.911. Esse hanno avuto, nel 2019, un fatturato superiore agli 1,8 miliardi di euro, su una platea complessiva di agenzie di viaggio che è di 11.454 unità ed ha un giro d’affari di oltre 12 miliardi di euro. La Lombardia, con 564 imprese, è la regione capofila a ospitare più agenzie di viaggio che si occupano di incoming, seguita dal Lazio (513), Veneto (323) e Toscana (277). 

“Quando si parla di agenzie di viaggio, si pensa solitamente al turismo in uscita dal Paese. Ma non è così: le adv che si dedicano all’incoming sono tante e svolgono un ruolo fondamentale, portare turisti italiani e stranieri nei territori del nostro Paese generando un forte impulso alle economie locali - commenta il presidente nazionale di Assoviaggi Gianni Rebecchi -. È importante aprire una finestra sul mondo del turismo organizzato orientato all’incoming”.

Queste realtà svolgono un ruolo fondamentale anche per lo sviluppo turistico dei territori, diventandone al tempo stesso promotori delle specificità e della rete di piccoli operatori locali che non avrebbero la forza di commercializzarsi attraverso i canali tradizionali. Il loro punto di forza è la capacità di rimodulare le richieste dei turisti, di saper realizzare una diversificazione dei prodotti grazie alla valorizzazione degli attrattori territoriali meno affermati sui mercati turistici nazionali e internazionali.

In sintesi, è un settore che non solo genera esternalità positive, ma trattiene sul territorio il valore aggiunto generato dalle loro proposte rivolte direttamente ai consumatori finali, ai tour operator con i quali collaborano o ad altre agenzie corrispondenti con sede in altri territori. “Una riflessione su quello che sarà il futuro del mercato del turismo è doverosa – ha dichiarato il sottosegretario Bonaccorsi -, ma dobbiamo riuscire anche a porre delle riflessioni e dei punti di partenza rispetto a nuovi indirizzi in programma per i prossimi anni, e il tema dell’incoming è uno dei punti fondamentali e di forza del nostro Paese”.

Il web meeting è stato seguito da diversi attori che operano nel turismo, e ci sono stati commenti e confronti: “Non ci possiamo concentrare solo sull’incoming – protesta un partecipante –, ricordiamoci che molte agenzie vivono di outgoing, e molte strutture ricettive non intermediano e interagiscono direttamente con i clienti”. Una disamina rispetto agli scenari futuri è stata fatta da Andrea Gnassi, delegato al turismo di Anci: “Non vedo un futuro legato all’inesorabilità del caso. Le esigenze cambiano, alle agenzie verranno richieste nuove competenze che garantiscano la sicurezza in primis. Sarà opportuna una vera e propria alleanza tra agenzie di viaggi e territori, dove i vari ‘Visit Firenze’ o ‘Visit Roma’ e così tutti gli altri, diventino un unico e grande Visit Italia”.

Sempre nei commenti, qualcuno ha lamentato l’assenza di aiuti concreti, una triste realtà, soprattutto se si considerano i numeri importanti che costituiscono l’indotto del turismo, e dell’incoming più nello specifico. E’ emerso che Il 27,3% del fatturato totale prodotto dalle agenzie incoming attiva la produzione delle imprese di trasporti (sia per l’accessibilità sia per la mobilità territoriale), pari a 511,2 mln di euro, il 42,8% del fatturato è destinato ai servizi di alloggio e ristorazione, pari a oltre 800,4 mln di euro, il 3,5% del fatturato attiva la produzione dei servizi di guide e accompagnatori turistici, pari 65,5 mln di euro, il 2,3% del fatturato è intercettato dal sistema museale e dai produttori di servizi culturali, pari a 43 mln di euro, e per finire il 2,5% è attiva la produzione di altri servizi turistici, pari a 46,8 mln di euro.

In conclusione, la stima del valore aggiunto generato dall’attività di organizzazione e produzione dei servizi delle sole agenzie incoming (esclusi t.o. e corrispondenti che collaborano con le stesse ricettiviste) è pari a 404 mln di euro. “La nostra associazione sta lavorando per dare uno spazio di rappresentanza anche a queste imprese, la cui importanza per l’economia dei territori è innegabile. Per questo lanciamo anche un’idea – conclude Rebecchi -: rimoduliamo il Bonus Vacanze, estendendo l’utilizzo ai pacchetti vacanze in Italia acquistati presso agenzie di viaggi e tour operator. Un intervento già strutturato e una misura che permetterà, quando ci saranno le condizioni, di ripartire ad un settore fermo ormai da troppo tempo considerando che stiamo affrontando la seconda ondata della pandemia, utilizzando così in maniera efficace le risorse già stanziate, generando beneficio a tutta la filiera del settore e incrementando il numero di turisti in Italia”.


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