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Un turismo slow per il 2021 della Francia

22/01/2021 14:35
Bilanci e previsioni per una nuova stagione. I temi dell'offerta prediligono sostenibilità e vita all'aria aperta - di Laura Dominici

E’ l’anno del turismo lento e verde per la Francia, che offre – come risulta dalla presentazione stampa dell’evento Mediatour France che quest’anno si è svolta in modalità online - 21 buone ragioni per visitare il Paese nel 2021.

Lento e anche sostenibile, come ha spiegato Barbara Lovato, responsabile ufficio stampa e pr di Atout France. Dalle proposte slow in Alvergna agli itinerari in bici lungo i vigneti, in armonia con natura e arte,

Si può far tappa nella Valle della gastronomia, in Rodano Alpi, con i suoi 94 chef stellati, di cui 9 a tre stelle, oppure dormire in una ex stazione di polizia diventata hotel a Strasburgo, oppure optare per una visita al nuovo centro sensoriale in Champagne.

La Borgogna alla sua prima presenza a Meditour offre al visitatore i suoi tesori artistici, dalle abazie ai vigneti attraverso itinerari su misura, oppure in Normandia approfittare di un soggiorno per festeggiare la ricorrenza dedicata a Gustave Flaubert o ancora a Etretat seguire gli eventi dedicati all’anniversario dedicato a Lupin. In Bretagna da segnalare l’appuntamento con il Tour de France, che dovrebbe partire il 26 giugno da Brest con 4 tappe bretoni fino al 29 giugno. Nella Valle della Loira il classico turismo tra i castelli, diventa più green e lento se fatto in barca, o con itinerari in bici lungo la Loira.

I numeri del turismo in Francia, così come nel resto d’Europa, hanno visto nel 2020 un deciso calo: la pandemia Covid ha fatto perdere 61 miliardi di euro di entrate turistiche, pari al -41%, ma il segno meno ha anche mostrato la resilienza del Paese rispetto alle altre destinazioni mondiali.

I consumi turistici interni sono stati pari a 180 miliardi euro e sono diminuiti di circa un terzo. “Per il 2021 – ha affermato Cécile Ambacher, product manager di Bourgogne-Franche Comté – le previsioni sono ancora caute. La stagione invernale in montagna è praticamente saltata, ma abbiamo speranze per l’estate. Contiamo sul turismo di prossimità, che anche l’anno scorso ha dato dei buoni risultati grazie a belgi, tedeschi, olandesi e anche italiani, oltre ad un buon flusso domestico. Gli italiani sono attratti dalla nostra regione per motivi culturali, di qualità della vita, per la nostra gastronomia e gli itinerari in bici e all’aria aperta”.

Secondo Ambacher già da Pasqua potrebbero riattivarsi i flussi da parte dei turisti individuali, “ma assisteremo ad un cambiamento di scelta per quanto riguarda le sistemazioni. Da noi tanti imprenditori si sono attrezzati per offrire ospitalità alternativa, come quella nei vigneti e la clientela è soddisfatta”.

Laura Dominici


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