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A Glion e Les Roches 85 italiani top manager all'anno

Intervista alla responsabile delle ammissioni, Vana Saade: “Non siamo più solo scuole alberghiere, formiamo l’executive management del settore dei servizi”. Rolex e Lvmh assumono qui
 
Tra i mille600 studenti di novanta nazionalità a Glion e Les Roches, 85 di loro ogni anno sono italiani e investono dai 20 ai 60mila euro per studiare in due delle più rinomate scuole di alta formazione al mondo specializzate in hospitality management. Cosa cercano? La sicurezza di un lavoro appena conquistato il diploma/laurea o master, in un settore inevitabilmente destinato allo sviluppo come il turismo, ma che richiede competenze sempre più specifiche e aggiornate, e soprattutto lezioni con docenti come Frank Gueuning su "Revenue management to leverage the room rate" o Paul Chappel con "Future trends in the luxury brand industry”. Queste ultime oggetto dell’intervento dei due professori a un recente evento b2b nel nostro Paese.

“Cento aziende vengono regolarmente ad assumere i nostri studenti durante le giornate di ‘Conference’ – spiega Vana Saade, responsabile delle ammissioni per Glion e Les Roches per l’Italia -. E non sono solo catene alberghiere come verrebbe lecito pensare, anche i gruppi del lusso come Lvmh e Rolex, oppure banche come Jp Morgan si rivolgono a noi, sia per percorsi di formazione del loro management sia per la ricerca di personale”. La differenza con le scuole italiane è che in questi istituti svizzeri, a Crans Montana, nel Vallese, poi a Marbella, Shanghai, Amman e in Nordamerica, è dato da un mix tra il forte taglio pratico dei corsi (tutti gli internship sono pagati, e bene), il melting pot culturale e l’essere evoluti dal concetto di scuola alberghiera “verso la formazione di executive management nel settore dei servizi”, dunque nella relazione con il cliente. Sia esso di una Spa, di una merchant bank, di una società che organizza eventi, di un albergo o di una compagnia aerea.

Accreditati al livello più alto dall’organizzazione statunitense Neasc (New England Association of Schools and College) insieme ad atenei prestigiosi come Harvard e Mit di Boston, Glion Institute e Les Roches International School offrono formazione universitaria e post (dai 18 anni in su, mentre i summer camp dai 16 anni) e sono frequentati dalle aziende stesse. “Abbiamo sviluppato una divisione b2b che porta i nostri docenti a tenere corsi di leadership ai manager”, spiega la responsabile italiana. Le società quindi sono testimonial della qualità e partono dalle scuole stesse per formare gli staff. “Non insegniamo solo materie, anche il comportamento – continua Saade -. Le chiamiamo ‘soft skills’ e sono gli atteggiamenti professionali che chi lavora a contatto con il pubblico deve adottare, dal vestirsi al pettinarsi; il come saranno quando entreranno nel mondo del lavoro entra a far parte del proprio stile”. L’esperienza più costruttiva sul piano della personalità è l’incontro tra le culture, che genera networking e collaborazioni societarie: “Capita che gli studenti fondino aziende tra di loro continuando nel business un’amicizia cominciata nello studio”.

Quali sono le esigenze dell’hotellerie oggi?
“Soffrono di un eccessivo turnover di personale, cercano invece candidati che crescano insieme a loro e condividano un percorso professionale. Inoltre vogliono dipendenti con conoscenze digital, social media e creatività nella comunicazione perché è sempre più forte l’esigenza di raggiungere target differenti”. Tra le specializzazioni introdotte anche l’Mba in finanza, frutto di un’evoluzione della formazione alberghiera “che abbraccia oggi campi come il benessere, gli eventi, lo sport, il revenue management, oltre alle classiche discipline come il marketing o la contabilità”. Ecco che una lezione del professor Carlo Giardinetti si tiene su "Artificial Intelligence and hospitality in 2020".

Con la celebre Ecole hôtelière di Losanna, Glion e Les Roches sono tra le tre prime scuole di hospitality management al mondo. Il diploma post laurea prevede un elaborato mix di esperienze lavorative e sessioni di studio e può accedere anche chi non è laureato, ma ha un’esperienza lavorativa di almeno tre anni. Nella campus di Londra i corsi sono anche online; gli studenti possono passare da un ateneo a un altro all’interno dello stesso network durante il corso di studi. P. Ba.



 

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