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La ricetta della distribuzione digitale

Fastbooking e i 4 ingredienti del mix perfetto tra Ota, direct booking, pricing e marketing

“Essere online non è facile, cambiano continuamente le dinamiche e le priorità: prima il web, oggi il mobile, la ricerca Google, quella naturale e quella a pagamento, poi si ha bisogno di motori di prenotazione, si deve decidere quanto e su quali canali, le Ota certamente, ma sono molto costose. Siamo qui per spiegare agli albergatori come tutte queste cose cambiano”. Jean-Luc Chrétien, co-ceo di Fastbooking, traduce in parole semplici quello che gli hotel si trovano a dover attuare ogni giorno, tra molte offerte di consulenti come lui. Fastbooking è un colosso di consulenza in “digitalizzazione” della distribuzione per il mondo alberghiero. Il chiodo fisso è la prenotazione diretta, senza bypassare le online travel agency. In Italia ha sede a Mestre, con 40 dipendenti, e collabora con il Ciset nella formazione di figure professionali specializzate. Lo incontriamo durante la tappa milanese dei Digital Lab organizzati in un corposo tour di 17 date.

Come ha trovato gli albergatori italiani, coscienti di tutto questo cambiamento?

“Molto consapevoli della complessità, ma la domanda ora è con quale società lavorare e non cosa fare. L’albergo indipendente ha accesso a pochi dati e minori conoscenze rispetto ai grandi gruppi, ma si trova nello stesso contesto globale”.

Nella distribuzione qual è il mix giusto?

“Non stare al di sotto del 50% della capacità distribuita via Ota (fino al 70% secondo diversi fattori, ndr), il resto deve essere direct booking osservando quattro pilastri: giusta politica di prezzo, ottimi contenuti che spieghino il prodotto, eccellente sito web, corrette azioni di digital marketing per portare traffico su di esso”.

Perché vi distinguete dagli altri?

“Il nostro business è metà europeo e metà asiatico, dove siamo presenti in dieci Paesi. Aiutiamo i clienti a mettersi in contatto con i migliori partner in questi mercati”.

Tra i clienti di Fastbooking nel Belpaese il gruppo Townhouse hotels a Milano, il sontuoso Ca’ Sagredo a Venezia, il gruppo Trevi a Roma. Rilevata da Accor nel 2015, la società francese è parte integrante della strategia digitale della catena, che dall’acquisizione ha dedicato il suo ex manager Vp distribution sales e loyalty - Chrétien appunto - alla guida della “costola” tecnologica. Una mossa che fu giudicata inusuale per un gruppo alberghiero, che così ha cominciato a vendere sul proprio sito anche strutture indipendenti. Gli hotel che fanno un contratto con Fastbooking si vedono pubblicati su Accorhotels.com a fronte di una commissione del 12-14%, appetibile rispetto ad altre cosiddette “terze parti”. Inoltre gli alberghi ricevono tutte le informazioni sul cliente, compresi gli indirizzi e-mail, che alcune Ota o app, invece, celano. p.ba.


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