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Italia: un Paese da 33mila alberghi e 204 brand

Quinta edizione del rapporto Hotels & Chains 2017 realizzato da Horwath Htl, Str e, per la seconda volta, in collaborazione con Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

Buone notizie per il settore alberghiero italiano. In termini di attenzione da parte degli investitori e delle istituzioni. Anche dal punto di vista degli incentivi fiscali ci sono segnali positivi, tra tax ruling, patent box, agevolazioni fiscali per il ricettivo, “la legge di stabilità per il 2017 qualche segnale lo ha dato, poi c’è anche il bonus industria 4.0 sulla tecnologia. E’ una re-intermediazione – osserva Magda Antonioli, direttrice Master in Economia del Turismo Università Bocconi -, pertanto disponiamo di nuove forme tramite le quali cercare il turista”. Le parole chiave sono adeguamento alla nuova domanda, ammodernamento, tecnologia e attenzione all'ambiente, “che è fondamentale perché i nuovi turisti lo cercano”. Antonioli ha introdotto così la presentazione della quinta edizione del rapporto Hotels & Chains 2017 realizzato da Horwath Htl, Str e, per la seconda volta, in collaborazione con Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

Numeri alla mano in Italia ci sono 33mila alberghi, si assiste ad un calo delle strutture da 1 e 2 stelle, mentre sono in crescita i 4 e i 5 stelle. “Negli ultimi tre anni il numero di brand (alberghieri) in Italia è passato da 148 a 204, una crescita del 37,8%”, afferma Giorgio Palmucci, presidente Confindustria Alberghi. Un dato che “risponde al cambiamento di mercato e migliora il rapporto con il cliente in quanto ha difficoltà a comprendere la classificazione alberghiera”, sottolinea il manager, riferendosi all'esistenza di “una ventina di leggi regionali ed ognuna ha legiferato in merito alle stelle”. 

L’offerta alberghiera italiana conta oltre 1 milione di camere. “Per numero di camere siamo al 3° posto a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Cina”, afferma Zoran Bacic, managing partner Horwath Htl, mettendo in luce i dati emersi dalla quinta edizione del rapporto. Il nostro Paese per numero di alberghi si colloca al 4° posto dopo gli Stati Uniti, con 53mila strutture, la Gran Bretagna, 40mila e la Germania con quasi 34mila.

Il nostro Paese conta oltre 155mila camere di catena, che sono cresciute del 4,5% sul 2015. E’ il dato che emerge dal nuovo censimento 2017 di camere di albergo di catena in Italia, realizzato da Horwath Htl. La penetrazione delle catene sullo stock italiano è al 4,2% in termini di hotel, il dato è inferiore, secondo il censimento Horwath Htl a livello europeo, a quello censito da Spagna (28%), Francia (20,8%), Uk (15,7%) e Germania (14,5%). Giorgio Ribaudo, project manager di Horwath Htl e autore del report, spiega il perché di un censimento alla luce della curiosità e dell’interesse manifestato da diverse banche di investimento a Londra e in America, “per sapere come investire i fondi nel settore alberghiero - motiva -. E’ un resoconto che viene fatto da 5 anni. E in questi ultimi 5 anni abbiamo registrato un crescente peso dei player nazionali, sia in termini di dimensioni per singolo gruppo sia per numero di gruppi alberghieri”. s.v.


 

 

 


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