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La scommessa di Eugenio e Susanna: portare la formula dell’ostello a Ragusa

Sanvito Hostel ha aperto ad aprile, è situato in un antico edificio costruito all’inizio del Novecento e progettato in stile Art Noveau. Può ospitare 24 posti letto. La maggioranza degli ospiti proviene dall’estero

Si chiama Sanvito Hostel, è stato fondato da Eugenio e Susanna, milanesi di origine e backpacker nell'animo, che hanno viaggiato per il mondo. Quello che stanno facendo è cercare di portare a Ragusa un tipo di turismo giovanile e indipendente. L’ostello è situato in un antico edificio costruito all’inizio del Novecento e progettato in stile Art Noveau, restaurato cercando di conservare gli elementi architettonici originali. 

L'idea e il suo sviluppo
Come nasce l'idea di portare la formula dell'ostello in Italia? “L’idea – raccontano i due fondatori - nasce dall’averne fatto esperienza personalmente, essendo stati per lungo tempo noi stessi viaggiatori zaino in spalla ed avendo usufruito varie volte di questa tipologia di ospitalità. E’ una formula che esiste da più di 30 anni nel resto dell’Europa e pensiamo che, per come si sta trasformando la società sempre più mobile e globalizzata, ora anche il mercato italiano sia pronto. In questi ultimi anni a Milano abbiamo visto crescere e svilupparsi più di una struttura di questo tipo. Inoltre, la mobilità offerta dai voli low cost con compagnie come Ryanair hanno incentivato l’incremento di questo segmento turistico”.

La filosofia
"Il concetto di un alloggio ad ostello è già di per sé una destinazione. L’esperienza ostello è difficile da descrivere, bisogna sperimentarla per comprenderla appieno, piuttosto descrive un atteggiamento, una filosofia, è l’incontro tra persone che probabilmente vivono in modi diversi, ma che qui possono condividere insieme quell’esperienza chiamata viaggio - affermano i fondatori, esprimendo ciò che è l'ideologia sottesa alla proposta -. Ci piace creare relazioni, tra noi e tra i nostri ospiti e tra i nostri ospiti e la gente e la cultura del posto. Crediamo sia un modo sano e soddisfacente di godere di un viaggio. Sanvito Hostel è il risultato di una convergenza tra hotel e ostello della gioventù, in cui molte parti sono condivise tra gli ospiti creando un’atmosfera amichevole, reciproca e comunicativa". 

I progetti in fieri
La struttura è aperta dal mese di aprile, per il momento può ospitare 24 posti letto. E’ operativa da soli quattro mesi, “ma ci sono progetti in fase di studio”. Al momento agli ospiti sono proposti attività di trekking, "con altre associazioni in zona stiamo tentando di creare percorsi naturalistici che combinano le camminate con degustazione di prodotti locali. In fase di valutazione ci sono anche progetti di ampliamento che ci consentirebbero di accogliere gruppi più numerosi e quindi per intercettare in particolare questo segmento di mercato. Vorremmo anche organizzare delle sessioni di Yoga sulle nostre terrazze e cooking class con cuochi locali e accoglienza per cicloturisti. Nella nostra struttura ricettiva abbiamo ritagliato uno spazio dedicato all’arte che a breve inizierà la sua attività con alcune mostre fotografiche”.

Il cliente tipo
La maggioranza degli ospiti (90%) proviene dall’estero, sia dall’Europa sia da Paesi extraeuropei come Corea, Australia, Giappone, Stati Uniti ed altre località del mondo. In termini di target, la maggior parte della clientela si colloca nella fascia di età tra i 25 e i 35 anni, “ma essendosi alzato il livello del servizio che questa tipologia di alloggio offre, sono frequenti le prenotazioni anche da persone di età superiore fino ad arrivare ai pensionati. Il nostro cliente tipo è una persona che viaggia in solitaria perciò l’ostello è l’alloggio perfetto per questa tipologia di viaggiatore che desidera essere indipendente, gestirsi il suo tempo e le sue scelte autonomamente, ma che nel contempo desidera anche socializzare con altri viaggiatori e con i gestori dell’attività”.

I riscontri dal mercato
Se dopo 4 mesi non è ancora possibile stabilire dei valori corretti sull’occupazione, essendo la struttura in fase di startup, è però possibile avere un commento sul tipo di riscontri ottenuti dal mercato. “Essendo la prima e unica struttura di questa tipologia nella zona, stiamo ancora testando il mercato che pare rispondere bene. Stiamo cercando di portare a Ragusa un tipo di turismo giovanile, indipendente che fino ad ora non aveva ancora approcciato questa zona. Sicuramente il lavoro da fare è ancora molto”. Trovandosi a Ragusa la struttura gode di una stagionalità turisticaabbastanza lunga, da marzo ad ottobre con punte di incremento nei mesi estivi e in occasione di festività religiose o di eventi particolari dal respiro internazionale. Per quanto ci riguarda cerchiamo di proporre attività per destagionalizzare l’offerta come il trekking ad esempio o il cicloturismo, attività che è più interessante praticare nei mesi in cui la temperatura è più gradevole rispetto alla calura dei mesi estivi”.

Il trade
Il trade sembra mostrare interesse. Ci sono già stati dei contatti con un t.o. che fa incoming, "che ci sembrava essere molto in sintonia con la nostra filosofia. Inoltre, stiamo lavorando per stringere accordi con associazioni di vario tipo (trekking, cicloturismo, scuole) italiane ed estere per proporre la nostra struttura come base per svolgere attività di vario genere". s.v.

 

 


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