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Quell’amaro in bocca che la legge di stabilità lascia al turismo

Limiti e pochi fondi del tax credit preoccupano gli albergatori. Giorgio Palmucci: “Stanziamenti insufficienti”. La deducibilità del costo del lavoro dei lavoratori stagionali vale solo per un anno

Una legge di stabilità, approvata ieri, che non premia il turismo ponendo limiti non idonei alle caratteristiche del settore e non adeguando i fondi disponibili: “Pur riconoscendo alcune delle istanze del settore, ci lascia un po’ di amaro in bocca”, dichiara Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione italiana Confindustria alberghi.

“Bene la deducibilità al 100% del costo del lavoro degli stagionali dall’imponibile Irap – prosegue Palmucci -, una misura che riconosce la specificità del nostro settore in cui il ricorso al lavoro a termine è obbligato da un andamento di mercato per natura discontinuo e stagionale. Ma ci preoccupa la durata dell’intervento limitata ad un solo anno”.

“Bene anche l’estensione del tax credit agli stabilimenti termali, che potranno chiedere l’agevolazione fiscale per le spese sostenute per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisto di attrezzature/apparecchiature specifiche. Ma l’intervento rischia di non portare i risultati significativi stante il mancato incremento delle risorse disponibili.  La misura infatti, pur ampliando la platea dei destinatari, è attiva a valere sullo stanziamento già fissato per i soli interventi alberghieri. Uno stanziamento che si era già dimostrato largamente insufficiente e di cui stiamo chiedendo da tempo l’incremento”, conclude.

Infine, va ricordata la proroga al 30 giugno 2019 per l’adeguamento alle norme antincendio, concessa a condizione che le aziende interessate abbiano realizzato alcuni degli adempimenti previsti.


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