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Eccellenze campane, un’oasi partenopea nel cuore di Milano

Il locale strizza l’occhio al panorama internazionale e metropolitano ed è un inno allo stile mediterraneo reinterpretato
di Cinzia Pagni
 
 

All'interno di un edificio dei primi del Novecento, nel centro di Milano in quella zona Brera tanto cara alla movida dei milanesi, è stato inaugurato da pochi giorni Eccellenze campane un nuovo locale progettato da Storageassociati che è un inno allo stile mediterraneo reinterpretato dal noto studio milanese, secondo quello che è il loro tratto tipico, senza dimenticare le esigenze e le richieste del brand. Il progetto di Storageassociati restituisce in un sapiente mix tra tradizione e modernità uno spazio storico milanese attraverso l'uso di materiali e mood che ricordano le ceramiche di Ponti per l'Hotel Parco dei Principi e le texture dei tessuti per la moda che rivestono poltroncine e sedute.

Le pareti bianco calce e le ceramiche nei diversi toni del blu derivano dalla tradizione campana ma parlano un linguaggio contemporaneo, che restituisce in pieno il giusto equilibrio tra tradizione e domesticità, espresso sia nell’utilizzo di materiali e rivestimenti che richiamano alla memoria del luogo d’origine del brand, sia nell'estrema cura del dettaglio e un forte taglio sartoriale dello spazio, propri di Storageassociati. Lo spazio che si articola su più livelli in un dialogo architettonico tra volumi ospita al piano di sopra la Trattoria Cetara, un ristorante ispirato ai sapori della tradizione della costiera amalfitana, mentre il piano terra è dedicato alle prelibatezze Doc, dove la mozzarella di bufala viene prodotta a vista del pubblico.

Eccellenze campane vuole sottolineare ancora una volta l'importanza del prodotto a chilometro zero e così come ha già fatto nel locale napoletano anche qui a Milano la qualità artigianale viene sottolineata ed enfatizzata dallo spazio creato ad hoc per mostrare al pubblico ogni gesto legato alla preparazione del cibo. Dall’ingresso a doppia altezza, su cui sovrasta maestoso un rosone in gesso attribuibile ad Adolfo Coppedè, si percepisce immediatamente l’intero spazio, su tre livelli, pensato come un “sistema di volumi” in equilibrio, che genera uno scenario architettonico neutro e rigoroso, che dialoga perfettamente con la natura più familiare e domestica degli arredi e delle lampade, restituendo quella piacevole sensazione di “essere a casa”.

Al piano terra troviamo tutte le aree di produzione, in un dialogo continuo con gli spazi di fruizione dei clienti, in uno spirito di partecipazione continua. La zona caffetteria/pasticceria si sviluppa in maniera lineare lungo un volume d’ottone che si collega all'area del "caseificio", mentre sul fronte opposto c’è la zona dedicata alla trasformazione e cottura dei cibi: friggitrici, grill e forni pizza diventano i protagonisti di un volume di piastrelle bianche, tipiche delle botteghe di un tempo, in cui la materia svuotata rivela un animo in marmo statuario. Dalla scala in metallo dipinto di un profondo blu si accede al mezzanino che, con il suo rivestimento in legno, interrotto da piastrelle nei colori del mare, richiama il fascino e il calore delle logge del Sud. Continuando a percorrere lo spazio in salita, si arriva alla Trattoria Cetara. La sensazione è quella di varcare la soglia di un accogliente appartamento napoletano, rivisitato in chiave contemporanea.

Gli ospiti, tra poltroncine in velluto e tavoli in ottone e marmo, possono degustare i migliori piatti della tradizione campana, cercando di carpire i segreti dei cuochi grazie alla cucina a vista, proiettata direttamente sulla sala di somministrazione, come in una sorte di “invito a cena” nella cucina dello chef. La continuità con le aree del piano terra, dedicate allo street food, è data dall’utilizzo di rivestimenti che, pur mutando le geometrie, non ne perdono in fascino.

 


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