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La poesia entra in hotel

Per il digital detox sempre più proprietà propongono biblioteche, maggiordomi da biblioteca e omaggi ai classici della letteratura

Tornare nella propria stanza di hotel dopo una giornata di visite o di lavoro e trovare un buon libro o una poesia che ci ispiri. E' questa la strada intrapresa da alcuni hotel che puntano su un ritorno ai libri, allo slow travel e alla letteratura per un digital detox. Tra le tendenze evidenziate dal rapporto Luxury Travel Trends a cura di Small Luxury Hotels of the World con  TrendWatching c'è anche il Novel Gazing, adottato soprattutto da piccoli hotel indipendenti.

Per fare qualche esempio, il Betsy South Beach di Miami e il Kristiania Lech in Austria hanno introdotto iniziative concentrate sulla letteratura. Ogni notte, gli ospiti del The Betsy South Beach ricevono un segnalibro con poesie del finalista al premio Pulitzer Hyam Plutzik (padre del proprietario dell’hotel, Jonathan Plutzik) che diventa un fiore da piantare. Inoltre, l’hotel ospita la stanza degli scrittori del Betsy che viene usata come zona di lavoro per gli scrittori e un centro di interazione tra gli ospiti e gli artisti in visita ogni settimana. Il Kristiania Lech ha il proprio maggiordomo dei libri, che pone domande agli ospiti circa i loro gusti e consiglia una selezione mirata di testi da considerare. L’Owl and the Pussycat Hotel nello Sri Lanka si basa sul poema di Edward Lear, che ha vissuto lì durante il 1800. La proprietà ha anche sponsorizzato il Festival di Letteratura di GAlle. Infine vicino al resort Rockliffe Hall, sorgerà nel 2018 un parco a tema Alice nel Paese delle Meraviglie e c'è da credere che l'hotel realizzerà un percorso dedicato all'opera di Lewis Carroll, che ha trascorso la sua fanciullezza a Croft, vicino alla proprietà.

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