Hotel Business Magazine 

 
HOME > RUBRICHE - Investment

Italia, investimenti alberghieri a quota 1,6 miliardi

Uno studio di EY incorona Roma come città più rilevante sul mercato, con il 30% di transazioni. Venezia la più "cara", Milano terza. Fondi di private equity ancora primi investitori

Un +7% di crescita rispetto al 2016 e un volume complessivo di transazioni di 1,6 miliardi di euro. E’ questo il quadro del mercato degli investimenti alberghieri nel nostro paese, fotografato dallo studio “Italy hotel investment snapshot 2017” di EY, società globale attiva nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza.

Dall’analisi emerge un 2017 particolarmente positivo per Roma che, con oltre 2.200 camere d'albergo compravendute e un volume di transazioni pari a 470 milioni di euro, ha raccolto da sola il 30% degli investimenti alberghieri, seguita da Venezia (13%), Milano (12%) e Firenze (5%). La città lagunare è invece quella con il valore di investimento per camera più elevato: in media 450 mila € per camera, seguita da Roma (220 mila € per camera) e Milano (180 mila € per camera). Altro dato rilevante è quello della crescita, sia da parte degli investitori che degli operatori, delle destinazioni leisure nelle località balneari.

“I risultati del nostro studio - spiega Marco Zalamena, head of hospitality di EY - testimoniano la crescente liquidità del comparto e confermano che il mercato alberghiero italiano, grazie a fondamentali in crescita e ai risultati positivi degli ultimi anni, sta alimentando l'interesse degli investitori internazionali e nazionali, che percepiscono il nostro Paese come un mercato più solido e sicuro. Nel corso del 2017, infatti, in Italia si sono registrate 47 transazioni alberghiere con circa 10.500 camere d'albergo compravendute”. 

Nel 2017 gli investitori più attivi sono stati i fondi internazionali di private equity (67% del volume totale degli investimenti), dotati di maggiore disponibilità di liquidità. Tuttavia si rileva un interesse crescente da parte degli investitori core, come fondi pensione e compagnie assicurative, e degli investitori privati/family office, che cercano prodotti di investimento a rendimento progressivo.

“Gli investitori di private equity – continua Zalamena - rimarranno attivi anche il prossimo anno, soprattutto sui deal di maggior valore, e ci attendiamo anche un crescente interesse da parte degli investitori privati domestici, family office e piccoli operatori locali, soprattutto nell'acquisto di asset da aste dei tribunali in tutto il Paese. Continuerà anche a crescere la presenza di nuovi operatori alberghieri internazionali, soprattutto asiatici, in città come Roma, Milano, Firenze e Venezia, con una forte preferenza per l’acquisto di strutture esistenti piuttosto che per lo sviluppo di nuove”.


TAGS

COMMENTA

Ultimi articoli