Hotel Business Magazine 

 
HOME > RUBRICHE - Investment

Sei hotel in Italia nella pipeline di Hilton

In arrivo strutture a Catania, Trieste, Milano, Venezia e Roma; la formula del management rappresenta un terzo dei contratti
 
di Laura Dominici

 

“In Italia manca prodotto non interesse”. Di questo avviso Alan Mantin, managing director development Sud Europa di Hilton, che così ha replicato a AboutHotel sul tema delle mosse di investimento straniere in Italia, date come certe e attualmente – sembrerebbe – in fase di stasi.

“L’investimento deve risultare sostenibile, al giusto prezzo e mettere insieme gli interessi delle varie parti. Io comunque vedo – ha aggiunto – che c’è ancora un forte interesse, principalmente sulle destinazioni più conosciute ma anche su location fuori dalle solite 4 città, come ad esempio Torino, la Sicilia. E il nostro progetto a Como è la dimostrazione”.

Per quanto riguarda i resort, il manager distingue tra “strutture stagionali che si interfacciano con attori diversi e quelle destinazioni come la Sicilia che hanno dei valori che vanno ben oltre la stagionalità, con una serie di interessi che colpiscono un target ampio di turismo che va oltre il bel tempo”. A questo proposito ricorda il ruolo delle infrastrutture: “Uno tra tutti l’aeroporto di Catania, che è cresciuto molto e ha aiutato le infrastrutture a sviluppare business”.

Lo sviluppo di Hilton in Italia ha visto, due mesi fa circa, l’apertura dell’Hilton Como, che dovrebbe rimanere aperto 12 mesi l’anno, oggi abbiamo 22 alberghi aperti e sei in pipeline – ha annunciato il manager - che vede ancora lo sviluppo nel settore leisure e non soltanto business. A fine anno prossimo aprirà a Catania il CapoMolino, poi avremo operazioni in città come Trieste, la riconversione di Villa Torretta a Milano, apertura a Roma”.

Quali i brand deputati a crescere di più in Italia? “Abbiamo spaziato su tutti i marchi – ha riferito Mantin - a conferma che il marchio deve rispettare la domanda di mercato e il prodotto. Per  i nuovi contratti posso dire che sono ben distribuiti, la divisione Collezione ha il suo terzo albergo in tre anni, anche il marchio Doubletree, che si adatta a strutture in riconversione e garantisce una buona flessibilità, si è sviluppato. A questo riguardo posso citare il progetto di Venezia, ex sede della Ras Assicurazione e un Doubletree a Roma dalla Reale Mutua Assicurazioni”.

Nella contrattualistica non ci sono particolari novità: “Franchising o management – ha spiegato - sono le due formule che utilizziamo e devo dire che la seconda si sta sviluppando bene, mentre fino a 10 anni fa era poco conosciuta e destava preoccupazione. Poi la crisi di alcuni modelli tradizionali come il contratto di locazione e l’arrivo di operatori internazionali – ha aggiunto – hanno contribuito ad affermare questo modello.  Oggi un terzo delle nostre strutture è in management  e due terzi in franchising per quanto riguarda il mercato italiano”.


TAGS

COMMENTA

Ultimi articoli