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In Veneto, regolamentati gli hotel su palafitte e gli alloggi galleggianti

La Giunta regionale ha deliberato le regole: non più di otto posti letto, per un’esperienza unica. Sono 11 i siti palafitticoli dell’Unesco

di Paola Baldacci

La Giunta regionale veneta ha approvato i requisiti di classificazione di due nuove tipologie di strutture ricettive in ambiente naturale: gli “alloggi galleggianti” e le “palafitte”. Era una promessa che l’assessore al turismo, Federico Caner, aveva fatto per ampliare l’offerta ricettiva. “Lo avevamo annunciato che dopo le case sugli alberi e le botti, avremmo provveduto a disciplinare ulteriori forme di ospitalità nei nostri territori – spiega–, arricchendo la varietà dell'offerta con proposte originali e capaci di rispondere alla crescente domanda di turismo emozionale ed esperienziale, di chi cerca una vacanza, un viaggio che oltre alla scoperta, offra un soggiorno insolito”.

Le deliberazioni stabiliscono che le modalità di apertura e di esercizio delle strutture ricettive “alloggi galleggianti” e “palafitte” siano conformi alla normativa regionale in materia di turismo per quanto riguarda la segnalazione certificata di inizio attività (Scia), per le informazioni su prezzi, orari e periodi di apertura. Potranno avere una capacità ricettiva non superiore a otto posti letto. Inoltre, i provvedimenti fissano gli spazi e i servizi minimi necessari per la classificazione in un unico livello, lasciando alla libera iniziativa dei titolari l’individuazione di dotazioni e attrezzature, dettando disposizioni attuative in materia di prescrizioni igienico-sanitarie, di sicurezza, edilizie, urbanistiche e paesaggistiche (anche in deroga agli strumenti urbanistici), necessarie per la realizzazione di entrambe le tipologie.

S’intendono alloggi galleggianti quelli saldamente assicurati in modo permanente alla riva o all’alveo di fiumi e canali, mentre per palafitte le sistemazioni collocate stabilmente su superfici acquee. Entrambi  propongono soggiorni al di fuori di contesti urbanizzati, in strutture confortevoli, prevalentemente localizzate in ambienti di grande pregio naturale: saranno i Comuni a individuare, tenendo conto dei vincoli e delle norme di tutela esistenti, gli ambiti fluviali, lacuali o rivieraschi che meglio si prestano alla loro realizzazione.

Per quanto riguarda le case sull’acqua, si tratta di un modello di abitazione risalente alla storia più antica del Veneto, come ha attestato anche l’Unesco, che ha individuato nei Comuni di Peschiera sul Garda, Cerea ed Arquà Petrarca, tre dei centoundici siti palafitticoli dell’arco alpino, entrati a far parte della Lista del Patrimonio Mondiale.


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