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Certificazione europea per il direttore d’albergo

Da oggi esiste un documento ufficiale, normato, che definisce le competenze del mestiere simbolo dell’accoglienza: Ehma Italia ha definito conoscenze e abilità dell’hotel manager

La certificazione europea della professione di direttore d’albergo è realtà: il progetto di Ehma Italia su intuizione di Palmiro Noschese, area director Italy di Meliá Hotels International, è stato portato a termine e il Belpaese si trova ad essere proponente a livello internazionale, scandendo una pietra miliare nella qualificazione di un ruolo prestigioso, ma fino a oggi non definito da un documento riconosciuto dalla “normazione”. Il documento si chiama Cwa 17327 e verrà promosso perché tutte le associazioni di categoria e le università propongano ai professionisti  di certificarsi. Due i livelli previsti: hotel general manager (Hgm) e Hgm senior per chi ha 8-10 anni di esperienza, a seconda sia laureato oppure con diploma (il titolo di studio non è mandatorio). Tra i requisiti per l’ammissione al percorso di certificazione, quello di ricoprire o avere ricoperto il ruolo, almeno 3-5 anni di impiego.

“E’ un passo importante quello che facciamo oggi, la certificazione della nostra professione è la conferma di una professionalità acqusiita – commenta il delegato italiano di Ehma, Ezio Indiani, direttore del Principe di Savoia di Milano -. I direttori sono gli ambasciatori del turismo nel Belpaese e per una struttura alberghiera avere un manager certificato tornerà di grande vantaggio per gli investitori”.

L’ente scelto per svolgere le pratiche di verifica delle competenze è Intertek, tra i principali al mondo e quotato alla Borsa di Londra, che eseguirà tre passaggi tra la verifica del curriculum vitae dei candidati, un esame scritto e uno orale. Dopo cinque anni, la procedura va rinnovata. “Quello della certificazione delle professioni è un trend, tra quelle più nuove l’energy manager e il personal financial planner – spiega Franco Fontana, manager della società -. Per certificazione intendiamo una valutazione della conformità e possiamo certamente considerarla una conferma della professionalità. Il turismo ha diversi ruoli proponibili per la normazione”. Da parte dell’Ente italiano Uni – che certifica tutte le norme in Italia, di ogni settore – viene l’indicazione che sono aperti alcuni tavoli di lavoro per elaborare documenti ufficiali sulle professioni di wedding planner e food & beverage manager, che hanno una diretta collaborazione operativa con la figura del direttore d’albergo.

Contenuti del Cwa 17327

Il documento redatto in quattro pagine, definisce la conoscenza, le abilità e le competenze richieste al direttore d’hotel in sei aree di attività. Visione globale, organizzazione, controllo, risorse umane, gestione operativa, pianificazione e definizione degli obiettivi. Per ognuna sono descritte le attività e, ad esempio, rientrano nell’ampia “visione globale” anche le strategie commerciali, nonché di e-commerce, il posizionamento di visibilità sui social network, la definizione dei contratti per l’approvvigionamento. “Un direttore deve sapere fare tutto, in buona sostanza – spiega Palmiro Noschese -. Non avevamo una job description ufficiale, perciò l’abbiamo scritta, fissando i requisiti fondamentali; questo documento vuole essere un punto di partenza per realizzare un quadro sempre più completo di una professione rappresentativa dell’immagine dell’Italia turistica e dell’accoglienza. Presto vorremmo certificare anche il food and beverage manager, il tavolo con la loro associazione è già aperto e interessato”.

Il testo finale del Cwa 17327 è stato sviluppato da 15 professionisti, rappresentanti le aziende alberghiere più importanti d’Italia, tra le federazioni Confindustria Alberghi. p.ba.


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