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A 1,3 miliardi le compravendite alberghiere nel 2018

Il mercato decresce del 20%, dopo i record dei 4 anni precedenti. In totale 58 deal per 7mila400 camere passate di mano. Ey: “Diminuiscono gli investimenti nelle destinazioni turistiche per mancanza di strutture di qualità”

di Paola Baldacci

Il 2018 del real estate alberghiero in Italia si chiude con un decremento del 20% a 1,3 miliardi, secondo lo studio di Ey diramato oggi. C’è da tenere in considerazione che il 2017 era stato da record con un miliardo e 600 milioni di transazioni e tre anni consecutivi di crescita. In totale si sono contati 58 “deal” per 7mila400 camere con un aumento di valore medio per singola unità, a conferma del momento topico del mercato italiano. Si noti che il 40% delle compravendite è da individuare a Roma, il 17% a Milano, l’11% a Venezia e il 10% a Firenze.

 “Sulla base delle nostre analisi stimiamo che, entro la fine del 2019, il volume totale degli investimenti possa superare i 2 miliardi di euro, una cifra a cui contribuisce sia la conclusione dell'acquisto di Belmond Hotels and Resorts da parte di Lvmh sia la vendita, già in corso, di un numero significativo di hotel e strutture ricettive nelle principali città e destinazioni turistiche italiane. Ci attendiamo un'attività crescente da parte degli investitori internazionali, sia istituzionali sia di private equity, soprattutto sulle operazioni di maggior valore”, osserva l’head of hospitality di di Ey, Marco Zalamena.

L’analisi rileva che dopo un 2017 dominato dall’attività dei fondi internazionali di private equity, a cui si doveva il 67% degli investimenti complessivi, il 2018 ha fatto registrare un mix più bilanciato nella tipologia d’investitori, con una leggera prevalenza di quelli istituzionali, sia italiani sia internazionali. Complessivamente nelle quattro piazze principali si concentra l’80% degli investimenti e solo a Roma sono state vendute e acquistate 2mila200 camere durante l’anno. Venezia è, invece, la città con il valore di investimento per camera più elevato: in media 500mila euro, seguita da Milano (245mila euro) e Roma (230.mila euro).

Il “top deal” del 2018 è stato in piazza Augusto Imperatore nella capitale, dove un immobile viene convertito in hotel per il secondo Bulgari d’Italia. Il marchio del lusso, con il partner Marriott International, riporterà a nuova vita il vecchio Palazzo monumentale dell'Inps di fronte al Mausoleo d'Augusto. Pipeline fissata tra il 2020 e il 2022. La casa di moda è presente in quattro indirizzi, a Milano, Londra, Pechino e Shanghai e ha due resort, a Bali e Dubai.

Se le maggiori città italiane hanno catalizzato l’interesse degli investitori, nel 2018 le destinazioni turistiche hanno fatto registrare una diminuzione significativa sia nel numero sia nel valore complessivo delle transazioni, soprattutto per la ridotta offerta di strutture di qualità.

Prospettive

Per 2019, nonostante l’instabilità del quadro macroeconomico, si prevede un andamento positivo del settore, sostenuto da fondamentali solidi e dal numero importante di vendite alberghiere avviate nel 2018, che dovrebbero essere completate nella prima metà dell’anno in corso.


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