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Italia settimo mercato per l’icona di Marrakech, La Mamounia

Interessato da voci di vendita, l’hotel marocchino riaccende le relazioni internazionali. “Potrebbe esserne collocata una quota in borsa, ma non sarà ceduto a proprietà straniere”

di Paola Baldacci

L’Italia è il settimo mercato per il celebre resort marocchino La Mamounia, meta di Vip e reali, nonché set di matrimoni che stanno facendo di Marrakech una delle mete più ricercate da parte di indiani facoltosi. In visita a Milano recentemente, i direttori hanno tracciato il profilo trade della struttura: “Dall’Italia abbiamo il 10% di repeaters, La Mamounia è stata al top delle preferenze degli italiani per lungo tempo, oggi torna ad occupare la settima posizione dopo gli Stati Uniti (primo posto), la Francia e il Regno Unito, al quarto posto abbiamo il mercato domestico, poi la Germania”, osserva il direttore esecutivo marketing, Denys Courtier. “Dobbiamo lavorare sulle giovani generazioni – dice Pierre Jochem, general manager -: vogliamo che i Millennial diventino assidui frequentatori della Mamounia come lo sono state le loro famiglie”.

Icona dell’ospitalità tradizionale marocchina e oggetto di una totale ristrutturazione tra il 2006 e il 2009, l’albergo viene sovente scelto come set di incontri internazionali, politici e non solo. Ha 135 camere, 71 suite, tra cui sei Signature Suites e tre riad, ciascuno con tre camere da letto. Fu aperto nel 1923 ed è di proprietà dell’ufficio nazionale delle ferrovie (Oncf) per il 62%, del comune di Marrakech al 25% e per la restante parte del fondo statale Caisse des depots. Nel 2018 è circolata voce, rilanciata da notizie di stampa internazionali e anche italiane, della vendita dell’innegabile trophy asset immobiliare del Paese. Il progetto di cessione è da collocare in un più ampio disegno di privatizzazione di proprietà statali, tra le quali elettriche (Tahaddart), banche (Cih) e che avrebbe dovuto interessare circa il 30% della Maroc Telecom.

Tuttavia, il management dell’hotel ritiene che questa sia una possibilità remota e le voci sono circolate troppo in fretta fuori dal Paese. “Se sarà venduto, il processo prenderà molto tempo e una ipotesi è che possa essere collocato un 10% in borsa”, commenta il g.m. Pierre Jochem. Che possa essere ceduto a una proprietà estera, tra le molte interessate al real estate alberghiero internazionale, è una probabilità apparentemente remota. “E’ patrimonio culturale del Marocco”, aggiunge il direttore. Nonché ancora una buona entrata per le casse della città. Jochem è un capitano di lungo corso dell’hospitality internazionale, ha trascorso vent’anni in Asia per le migliori catene come Raffles.

Solo dodici tour operator nel mondo vendono la struttura attraverso i loro programmi, oltre a molti agenti di viaggi tra cui il network di turismo di lusso Virtuoso. Da più di trent’anni, La Mamounia è un Leading hotels of the world.

Di scena la scena artistica africana

Anche quest’anno si prepara ad ospitare per la seconda volta la 1-54 Contemporary African Art Fair. In programma dal 23 al 24 febbraio, la manifestazione sarà preceduta da una presentazione esclusivamente rivolta alla stampa e ai collezionisti d’arte. L'edizione 2019 accoglierà 18 gallerie provenienti da 11 Paesi: Costa d’Avorio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Marocco, Nigeria, Senegal, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti. Sette gallerie parteciperanno per la prima volta alla fiera: Galerie Nathalie Obadia (Parigi e Bruxelles), Galerie Poggi (Parigi), Goodman Gallery (Johannesburg e Cape Town), In Situ - fabienne leclerc (Parigi), Katharina Maria Raab (Berlino), Retro Africa (Abuja, Nigeria) e Siniya28 (Marrakech).

Con le edizioni di Londra e New York, 1-54 è la principale fiera internazionale dedicata all'arte contemporanea africana e alla sua diaspora. Facendo riferimento ai cinquantaquattro paesi che costituiscono l'Africa, 1-54 è un circuito di scambio contemporaneo su temi relativi al continente. La fiera, fondata da Touria El Glaoui nel 2013, ad ottobre 2018 è giunta alla sesta edizione consecutiva presso la Somerset House, mentre a maggio 2018 si è tenuta a New York la quinta edizione.

Nella foto, da sinistra Denys Courtier e Pierre Jochem


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