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Mercato del lavoro, nuove competenze e formazione

La trasformazione dell'hospitality ha portato in luce nuove figure professionali e la necessità di fare training  di Sergio Di Vincenzo, FormazioneTurismo.com

Negli ultimi anni il settore turistico e dell’ospitalità alberghiera hanno subito una radicale trasformazione. Oggi la partita si gioca su un mercato globale. Ragion per cui non si può più vivere della rendita del proprio orticello. Bisogna essere costantemente competitivi, sapendo interpretare e adeguarsi alle nuove esigenze, dettate da una clientela sempre più esigente.

Molte aziende hanno compreso che sarebbe deleterio restare ancorati alle vecchie logiche. Occorre innovarsi, ma c’è bisogno di mettere in campo professionisti competenti. Non si può improvvisare. È fondamentale formarsi. E questo è un discorso che vale sia per le nuove leve sia per chi già lavora in questo settore. Aggiornarsi, acquisire nuove conoscenze, significa restare sempre appetibili sul mercato del lavoro. E, in ogni caso, si pongono solide basi per fare carriera. Formarsi: è questa dunque la parola chiave per collocarsi più facilmente sul mercato del lavoro.

L’importanza del digital marketing

Si pensi al digital marketing: oggi è impensabile pretendere di vendere un prodotto o un servizio senza una comunicazione online efficace. Che punti dritta al target di riferimento con proposte persuasive. Anche per promuovere le destinazioni turistiche è necessario mettere a punto pacchetti che richiedono competenze informatiche. Ma non solo. Occorrono anche veri e professionisti che sappiano interpretare le esigenze dei nuovi viaggiatori. Gente, cioè, che non si accontenta più di vedere per la trentesima volta il monumento nella solita grande città d’arte. Vuole conoscere posti nuovi. Ma soprattutto vuole vivere esperienze autentiche. Ma questi nuovi viaggiatori – tutti più o meno istruiti - sono anche molto attenti al prezzo. Pretendono qualità, certo, ma soggiornano dove conviene di più. Spesso a prescindere dall’alta o dalla bassa stagione.

L’ascesa del revenue management

Da questo punto di vista, le strutture alberghiere e ricettive possono ricevere un grande aiuto dai revenue manager, professionisti specializzati nella tariffazione dinamica. Il loro compito – detto in estrema sintesi – è quello di incrementare i ricavi, favorendo l’occupazione delle camere anche nei periodi morti, di bassa stagione. Oggi applicato anche alla ristorazione alberghiera.

L’ascesa dei master su food & wine management

Tra le figure professionali più richieste spiccano quelle specifiche per il settore food & beverage. L’industria della ristorazione continua infatti a far registrare una forte crescita. Ma la concorrenza impone professionisti in grado di far quadrare i conti, senza tralasciare la qualità del prodotto. E ciò vale sia negli hotel sia nei ristoranti. La gestione di questi reparti deve essere necessariamente affidata a veri manager, esperti di food cost, menu engineering, di gestione e personale. Al tempo stesso devono occuparsi di web marketing e brand reputation. Senza tralasciare il wine management, altro aspetto delicato della gestione del settore ristorazione.

La rivincita dell’housekeeping

Tra le professioni emergenti nell’hôtellerie, comincia ad assumere sempre più importanza quella dell’housekeeping manager. Finora questo reparto era stato sostanzialmente snobbato. E invece queste figure professionali sono sempre più richieste, soprattutto nelle realtà alberghiere di fascia medio-alta. Proprio perché in grado di ottimizzare le spese e di gestire con la massima efficacia il personale.Tra l’altro il reparto housekeeping per i manager che lo gestiscono rappresenta un ottimo punto di partenza per fare carriera e ambire a ruoli direzionali.

Gli Spa manager

Anche gli Spa manager sono sempre più richiesti sul mercato del lavoro. Negli hotel, in effetti, il Wellness rappresenta indubbiamente un valore aggiunto. Attira il cliente. Ma è pur vero che la sua gestione è difficoltosa.  Il rischio che questo servizio produca delle perdite è concreto. Per questo è necessario rivolgersi a persone competenti.  Che conoscano a fondo questo settore, i relativi costi e le strategie che consentono di fornire un servizio di qualità a prezzi competitivi. Imparare a usare i gestionali e le altre risorse informatiche. Naturalmente non c’è bisogno solo di manager. Tra i nuovi impieghi nel turismo, nell’hospitality e nel travel ci sono quelli legati all’uso delle risorse informatiche. Qualche esempio? I gestionali impiegati negli hotel, nelle agenzie di viaggio o nelle compagnie aeree. Non meno importante la gestione dei social network e dei siti web, premessa necessaria per avere una buona visibilità sul web. Ossia la piazza privilegiata dalla quale i nuovi viaggiatori attingono informazioni e offerte. In questo caso sono richieste anche competenze di content marketing e di strategie digital.

L’importanza della formazione

Le opportunità non mancano. Ma occorre essere competenti. È vero che in parte il mestiere lo si impara sul campo. Ma se non si hanno solide basi non si va nessuna parte. Non ci si può far trovare impreparati. Occorre formarsi in maniera adeguata per cogliere le opportunità offerte dal mercato del lavoro. Non a caso anche le business school che organizzano master e corsi si sono adeguate all’evoluzione del mercato. Proponendo un’offerta formativa sempre più innovativa. Informarsi per evitare di spendere inutilmente i propri soldi. Ma proprio perché scuole e percorsi formativi spuntano come funghi, è bene informarsi prima di investire i propri soldi. Nella migliore delle ipotesi si corre il rischio di frequentare un corso o un master inutile. Nella peggiore, di restare vittime di truffe. Informarsi, dunque. Sì, ma come? Passaparola a parte, è utile ascoltare i pareri di chi ha già frequentato il percorso formativo al quale si è interessati.  Queste persone si trovano facilmente sui forum. Uno dei più frequentati è quello di FormazioneTurismo.com che ha anche due canali dedicati ai corsi di formazione professionale e all’alta formazione con i master specialistici. Un confronto franco e diretto con chi ha (o ha avuto) le stesse esigenze è sicuramente più produttivo rispetto agli annunci pubblicitari che, per ovvie ragioni, metteranno in risalto solo gli aspetti positivi.


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