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DoubleTree by Hilton Turin Lingotto, la sfida leisure

La struttura torinese, ospitata nello storico ex stabilimento Fiat e restituita alla città dopo un accurato progetto di restyling firmato Renzo Piano, punta a svilupparsi oltre il business

 

Ha aperto a gennaio 2018 il DoubleTree by Hilton Turin Lingotto: con un contratto di franchising della durata di 15 anni, la struttura, ospitata nello storico ex stabilimento Fiat e restituita alla città dopo un accurato progetto di restyling firmato Renzo Piano, si trova nel complesso storico del Lingotto, a pochi passi da Lingotto Fiere, dalla pinacoteca Agnelli e dal primo Eataly che ha schiuso i battenti 12 anni fa. Nel 2004, quando ha fatto il suo debutto per le Olimpiadi, era un Le Méridien 5 stelle e successivamente un Nh 4 stelle. Oggi è ancora un 4 stelle, con finestre a tutt’altezza, soffitti alti e design post industriale: dispone di 142 camere, di cui 32 superior e una suite, sale meeting fino a 200 ospiti, area fitness Tecnogym aperta 24 ore su 24, parcheggio gratuito e centro commerciale aperto 7 giorni su sette, la 8 Gallery. Nel primo anno di attività l’albergo ha ospitato 45mila viaggiatori provenienti da 142 Paesi. Abbiamo parlato di risultati e obiettivi con la general manager Simona Calabrese.

Gv: Quale tipo di traffico registra il DoubleTree by Hilton Turin Lingotto e quali i principali clienti?
“Dipende dai giorni della settimana e dai periodi: si attesta su un 50% business e un 50% leisure. I bacini principali sono Stati Uniti, per il 50% ed Europa, per il restante 50: all’interno di quest’ultima, l’Italia è il primo mercato, seguita da Inghilterra, Francia e Germania. In generale in settimana il traffico è business e il leisure è quasi tutto straniero, tranne nei ponti, dove, invece, prevale l’Italia. A livello di congressi, dipende molto dall’evento, se si tratta di uno internazionale o di un congresso scientifico italiano”.

Gv: I nuovi mercati che volete catturare?
“Sicuramente il segmento leisure è sfidante, il Lingotto oggi ha un suo perché, ma quando abbiamo aperto era considerato periferia; adesso, invece, la posizione è il nostro punto di forza. La città offre un pacchetto culturale molto ricco, di nicchia, la clientela, che è già stata in Italia, è ricercata, cerca cose diverse e l’utente Hilton Honors ha questo profilo. L’aspetto enogastronomico è molto forte e noi vogliamo unire questa eccellenza. In più le Atp Finals (che Torino ospiterà dal 2021 al 2025, ndr) porteranno una visibilità internazionale. Il turista tutto l’anno è la nostra sfida principale, per questo lavoriamo tantissimo con la città. Qui al Lingotto, con il Museo dell’auto, con Eataly, con la Pista, con la Bolla, abbiamo creato una piccola destinazione che si aggiunge a quelle classiche da visitare, come le Residenze Reali, Venaria. La permanenza media non è di una notte, ma si tratta di un turista che sta 2,5-3 notti”.

Gv: Quale il tasso di occupazione?
“E’ del 75-80% circa”.

Gv: Può illustrarci il concept che vi guida e i servizi che offrite?
“DoubleTree offre un’accoglienza ‘human being’, una relazione vicina con l’ospite e molta cura del cliente. Questo trova riscontro nel cookie che doniamo a tutti i nostri clienti al loro arrivo. Tutti i nostri team member hanno cura che il soggiorno sia easy e personalizzato. Gli ospiti hanno, inoltre, accesso alla Pinacoteca Agnelli, alla Pista in maniera esclusiva e abbiamo una convenzione con il Museo dell’auto e con Eataly. Accoglienza particolare è riservata alle famiglie con bambini, per i cani e cerchiamo di fare attenzione alla provenienza geografica degli ospiti, ai loro orari e abitudini. Abbiamo una carta di trattamenti massaggi per i clienti business e lo chef si preoccupa che i clienti abbiano una colazione salutare”.

Gv: La vostra proposta per il Mice?
“Abbiamo due sale meeting, Rampa, da 150 persone e Officina, più piccola. Inoltre siamo vicini al Centro Congressi e il secondo piano dell’hotel può essere personalizzato per qualunque tipo di evento”.

Gv: La clientela è fidelizzata?
“Abbiamo un tasso di repeater di 40 ospiti a settimana”.

Gv: I canali di vendita?
“Sicuramente il canale Hilton è quello che ha più successo, dal momento che la catena investe molto sulla fidelizzazione degli Hilton Honors. A livello di eventi congressuali ci affidiamo ad principali agenzie Mice, siamo sui gds e abbiamo accordi con i grandi distributori, come Carlson, Uvet e Bcd”.

Gv: Ultimamente gli hotel si aprono sempre di più al pubblico esterno. Voi come rispondete a questa esigenza?
“Abbiamo iniziato tanti anni fa con il nostro ristorante aperto a pranzo, che funziona tantissimo con persone che lavorano al Lingotto: il buffet è aperto a tutti e per chi pranza qui il parcheggio è gratuito. In più l’aperitivo settimanale e il buffet della domenica sono disponibili per tutti”. 

Gli atout della struttura e i dintorni

Sul tetto del Lingotto, sulla famosa pista di prova voluta dall’avvocato Agnelli oggi possono fare jogging i clienti del DoubleTree, godendo di una vista che spazia dalle montagne alle colline e domina tutta la città. La struttura dista sei fermate di metropolitana dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova.

A un quarto d’ora a piedi sorge il Museo dell’automobile di Torino, che merita davvero una visita: in oltre diecimila metri quadri di spazio espositivo trova posto una collezione costituita da oltre 200 vetture di novanta marche provenienti da tutto il mondo per un viaggio nella storia dei motori che è anche un percorso nelle trasformazioni epocali che hanno influito sulla società, il costume e il modo di vivere. Il museo è nato nel 1932 da un’idea di Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia, quest’ultimo primo presidente dell’Automobile Club di Torino e tra i fondatori della Fiat. Fu però il figlio Carlo, al quale nel 1960 fu intitolato il Museo nazionale dell’automobile, a ideare e a radunare l’esposizione iniziale. La ristrutturazione, ultimata nel 2011, ha fatto sì che il museo fosse riposizionato all’interno del panorama culturale italiano: nel 2013 l’esposizione è stata inserita da The Times nella classifica delle 50 migliori al mondo. Dagli anni ‘60 il museo non compra più automobili, ma effettua scambi e prestiti con altre strutture. Oggi si sviluppa su tre piani e offre spazi per eventi e conferenze.

A due passi dall’hotel anche Eataly Lingotto, il primo nato della catena nel 2007. Qui si compra, si mangia e si impara: il consumatore diventa cioè consapevole di ciò di cui si alimenta. Ricavata nell’ex fabbrica Carpano, che si dedicava al vermouth, offre oggi non solo un’incredibile varietà di cibi, ma anche la possibilità di tour guidati con degustazione attraverso i reparti. Al primo piano oltre a una parte dedicata al museo del vermouth, sono presenti sale congressuali, la più grande delle quali con cucina a vista per una capienza di 200 pax. n.s.


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