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Mercato immobiliare: l'Europa continua ad attrarre

Nel 2018 sono stati registrati 24 miliardi di euro di investimenti; parole chiavi sono flessibilità, fluidità e interoperatività

Il mercato immobiliare alberghiero in  Europa è vitale. Nel 2018 sono stati scambiati più volumi rispetto al 2017 (per un incremento del 3,9%) pari a 24 miliardi di euro di investimenti e 200mila camere transate.

A svettare, secondo l’analisi di Scenari Immobiliari, è stato il Regno Unito con 30.100 camere, seguito da Spagna (25.000), Germania (23.300), Francia (5.700) e Italia (5.600).

Quali forme di ricettività crescono di più nel nostro Paese? “In Italia – spiega la ricerca - crescono il segmento lusso e i b&b, ma anche forme di ricettività ibride.  Gli stranieri, che rappresentano ormai un 50% di presenze, prediligono i 4 stelle, mentre gli italiani i 3 stelle”. Il comune denominatore sembra essere l’unicità dell’offerta ricettiva. Così Gardaland spicca per i suoi alberghi tematici, mentre Verona, ad esempio, si specializza sul tema lusso-design-arte, si convertono ex luoghi di lavoro come le vetrerie o si realizzano strutture improntate alla sostenibilità e al rispetto della natura come Camp Zero a Champoluc.

Nel medio termine le aspettative di operatori e investitori sono positive: la fiducia è totale, con un 80% di risposte positive.

“Le parole chiavi del settore – sottolinea la società – sono flessibilità, fluidità, interoperatività. Da qui la creazione di aparthotel con spazi di coworking, la periferia che si sposta al centro. Bisogna avvicinare i territori facendo networking e accordi per specificità”. l.d.


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