Hotel Business Magazine 

 
HOME > RUBRICHE - Investment

L'hotel deve diventare un luogo aggregante

In un recente incontro all'Università Bocconi, diversi attori del comparto alberghiero hanno svelato la loro formula per l'innovazione

Come sarà l'hotel del futuro? Un tema tanto dibattuto e caro ai più. E' stato oggetto di un recente incontro all'Università Bocconi, durante il quale diversi attori del settore alberghiero hanno svelato la loro visione. Magda Antonioli, docente della Bocconi ed esperta di economia del turismo, ha fatto gli onori di casa, mettendo in luce un aspetto interessante, quello dei "territori" che "hanno un ruolo molto importante, in quanto nessuno va per dormire in un albergo, ma vi si reca perchè interessato a quello che si vive su quel territorio", afferma la docente. Certamente in questa partita la tecnologia "è un alleato". In tutto ciò l'albergo nelle città diventa "un luogo di incontro, di co-working, di esperienza e va spiegato bene senza nulla togliere agli altri asset turistici". Sono modalità nuove per il nostro mercato, anche se "già ci stiamo evolvendo in questa direzione".

Le formule per l'innovazione

Il fronte alberghiero svela le sue carte a partire da Accor, 4.600 alberghi. Nicola Foschini, l'approccio deve essere "quello di portare il prodotto giusto per il mercato giusto". La parola chiave è staff. Dal canto suo il gruppo ha a che fare "con oltre 600mila collaboratori, a tutti i livelli in tutti i Paese. Abbiamo dovuto sviluppare un concetto comune di personalizzazione dei nostri collaboratori, il progetto si chiama Artist e fa parte del know how che portiamo all’interno del mercato - spiega il manager -. Vuol dire diventare protagonisti con il cuore. Il collaboratore è l’aspetto principale". I must della catena sono tre: "Soddisfare le richieste degli investitori, le richieste dei clienti attraverso il rispetto della brand promise e soddisfare le aspettative dei nostri collaboratori". Come si fa innovazione? "Noi la facciamo attraverso i marchi, dai luxury fino ai budget hotel. In molti alberghi cerchiamo di sviluppare al massimo i metri quadrati che l’investitore ci mette a disposizione". Il manager si sofferma su alcuni esempi esistenti, un caso è quello di un hotel "dove nella hall c’è un fornaio. L’hotel affitta parte della hall al panificio, è un albergo economy, ma in questo modo sono riusciti a garantire al cliente un'esperienza unica, che inizia già al mattino, sentendo il profumo del pane nella hall". E questo perchè l’innovazione del prodotto "è anche guardare a come sfruttare al meglio i metri quadrati a disposizione". 

L’innovazione passa anche attraverso la Mood Rooms, un’esperienza su cui Nh Hotel Group Italia sta scommettendo, ossia "la stanza che cambia a seconda del nostro mood. Oppure un altro elemento è la lobby alive, solitamente luogo di accoglienza dove si passa, diventa uno spazio in cui sostare in cui si può gustare un cocktail o giocare a biliardo", osserva Marco Gilardi.

Il segreto forse è uno solo “cambiare l’approccio, essere più disruptive", suggerisce Giovanna Manzi, ceo Best Western Italia. La catena conta in Italia 180 hotel, in oltre 120 località. Oltre 12mila camere, 13 brand, di cui 6 in Italia. Nel mondo è presente con i suoi brand in 90 Paesi e 4000 strutture. "Il 2018 è stato un anno molto positivo, Bologna, Roma, Napoli, Milano e Torino hanno trainato la crescita", ha commentato la manager. Tra le mosse il lancio di due marchi, Aiden by Best Western con un posizionamento upper midscale e il marchio Sadie.

Per Marriott International, 30 brand, 130 Paesi, più di 7mila hotel, la partita si gioca attraverso le partnership, altra parola chiave emersa, intesa come "collaborazione con tutti finanza e non solo". Nel 2018 c'è stata l'integrazione con Starwood, tra le mosse il rilancio del marchio Sheraton, ma c'è stato anche il rinnovamento del concetto di aree comuni, "che vivono con quelle della comunità locale, simili a spazi di co-working", afferma Fabrizio Piolanti. Tra le novità del 2019 c'è il nuovo loyalty program Bonvoy oltre al lancio del marchio Homes Villas. E' stato anche rinnovato il team per il mercato Italia, che, "all'interno del portafoglio europeo, contribuisce con oltre 10mila camere".

Andare sulla formazione, guardando al modello svizzero. Investire sulle normative sul lavoro. Sono queste le indicazioni date da Russotti, società intervenuta alla tavola rotonda in Bocconi. 
Sul fronte innovazione, lo spunto dato da Pippo Russotti, è stato quello di guardare "a come si sta muovendo Starbusck, sta aprendo un negozio a Milano in Corso Vercelli, dove scrive 'Apri il tuo nuovo ufficio'. La stessa cosa la si deve fare per gli hotel, cioè far diventare l’albergo un luogo aperto a tutti dove si può entrare ed uscire senza difficoltà. Bisogna far diventare l’hotel un posto aggregante perché è lì che succedono le cose. Dobbiamo internazionalizzarci - ha aggiunto il manager. Gli alberghi sono cambiati. Si deve investire in formazione tra scuola, università ed aziende". s.v.

 


 

 


TAGS

COMMENTA

Ultimi articoli