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Hotel, un asset immobiliare pesante

Una camera d’albergo vale quanto un piccolo appartamento. A dirlo una ricerca Crif Res. Nei primi sei mesi dell’anno investimenti per due miliardi di euro

Redditività elevata per gli hotel delle località più gettonate, tanto da emulare, per ciascuna camera, quella di un piccolo appartamento. E questo spiega come mai l’hôtellerie, un tempo asset alternativo e non accreditato di eccessiva fiducia, oggi sia trainante per gli investitori.

È quanto riporta Il Sole 24 Ore, sulla scorta di uno studio Crif Res. Le città d’arte, fortemente gettonate dai turisti, risultano infatti particolarmente attraenti per gli investitori, interesse che fa lievitare il valore delle camere. Come riporta il quotidiano economico, Crif Res si avvale della propria ricca banca dati per stilare un elenco che stima, per esempio, il valore medio di un hotel a Milano in 19,7 milioni di euro mentre a Venezia in 7,3. Dividendo le proiezioni per il numero di camere, la città lagunare balza però a quota 227mila euro per ciascuna stanza, distanziando il capoluogo lombardo fermo a 163mila.

Considerando il rev par, ovvero il fatturato per ciascuna unità, è ancora Venezia a guidare la classifica con 165 euro per camera (Milano ne vale 104).

Da questi dati si comprende come il settore sia interessante sotto il profilo degli investimenti, che nel primo semestre hanno sfiorato i due miliardi, oltre il 40 per cento dell’intero comparto immobiliare, e mantenga questa attrazione in una proiezione futura, anche se, sulla scena internazionale, l’Italia, con le sue 33mila strutture che compongono il patrimonio ricettivo più esteso d’Europa, si collochi oggi per appeal al quarto posto dietro Germania, Francia e Spagna.

 


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