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La doppia anima del JHotel

Inaugurato ieri l'hotel co-gestito dal gruppo Lindbergh Hotels (60%) e dal club bianconero (40%); l'offerta ristorativa è stata predisposta con la consulenza dello chef Davide Scabin

Deve sgomitare il JHotel per fare concorrenza agli hotel del centro, ma lui basa tutto sulla sua doppia anima e sul richiamo del club bianconero. La struttura co-gestita (60% Lindbergh Hotels e 40% Club Juventus) difatti tiene una parte delle camere (una trentina sulle 138) a disposizione della squadra, che, come ha ricordato ieri il capitano Giorgio Chiellini vede l’hotel come “una sua seconda casa”, mentre le restanti cento sono a disposizione di fan, business traveller e leisure.

Due anime come concept perché il progetto alberghiero ubicato alla Continassa di Torino - adiacente allo stadio della Juve, allo Juventus Training Center, al JMedical e alla scuola internazionale Wins – prevede una fruizione, nei weekend, fortemente “sport & leisure oriented”, che diventa “sport oriented” quando c’è la partita, permettendo agli ospiti di prenotare il proprio biglietto per assistere ai match della propria squadra o di seguire le partite fuori casa all’interno di una match room dedicata. La seconda anima, invece, è quella della settimana, decisamente più “business oriented”. Non avendo le vie del centro come viatico, l’albergo fa leva, oltre che sull’appeal della squadra, su una serie di servizi di qualità resi a tariffe competitive.

Per l’esperienza culinaria, infatti, la gestione si è avvalsa della consulenza del pluripremiato chef Davide Scabin, che ha creato due format di ristorazione complementari: il Tàola Lounge e il Tàola Restaurant. Un luogo d’incontro, quindi, ma anche una location per organizzare meeting ed eventi aziendali grazie alle sue sei sale riunioni. Prima struttura alberghiera in Italia realizzata in collaborazione con un club calcistico (in Inghilterra c’è l’esempio di Manchester), basa il suo concept su una serie di peculiarità cosiddette “non ordinary” e si caratterizza per un interior design particolarmente curato e costato circa 4,5 milioni di euro.

Attualmente “il tasso di occupazione dei primi due mesi è stato del 45% circa”, dichiara il presidente di Lindbergh Hotels, Nardo Filippetti, ma le prospettive sono di elevare il tasso e fare leva sui servizi e sulla qualità ristorativa. L’organizzazione dell’offerta cocktail e drink è stata curata da Salvatore Romano e Luigi Iula di Barz8, specializzati nell’ambito della mixology. Cinque le tipologie in cui sono suddivise le 138 camere: Comfort, Deluxe, Executive, JExecutive e Suite. l.d.


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