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Piano da 20 alberghi per il Gruppo Radisson

La società che fa capo al gruppo cinese Jjin Jiang, ha in programma aperture a Milano, Roma e Venezia in due anni; piano da 160 mln per lo sviluppo tecnologico

Per ora annovera quattro strutture in Italia tra Milano, Roma e Galzignano, ma entro due anni l’intenzione è di arrivare a dieci e a venti “firme” di contratto entro il 2022. E’ il piano di battaglia di Chema Basterrechea, executive vice president & chief operating officer del Gruppo Radisson, per il mercato italiano.

Un’ambizione sostenuta dalla capogruppo, la società cinese Jjin Jiang, seconda compagnia alberghiera al mondo per importanza dopo Marriott, con 941.794 camere in attivo.

“L’Italia è un mercato importante per noi, vista la scarsa presenza di hotel di catena – spiega Basterrechea -. Per le nuove aperture, oltre al management e al franchising abbiamo previsto di sottoscrivere il contratto di affitto per 4 strutture”.

Le prossime aperture riguarderanno due strutture a Milano, l’albergo da 89 camere nell’ex sede del Touring Club in corso Italia che aprirà tra settembre e ottobre del 2020 e nel secondo semestre del 2021 l’ex sede Allianz di via Santa Sofia con 160 camere e mille metri quadrati di ristorazione, cheentreranno nella linea Collection. Tra l’altro è stato da poco concluso il progetto di riposizionamento del Radisson Blu Hotel di via Villapizzone, con una lobby adattata allo smart working ed il rinnovamento delle 13 sale meeting. Poi toccherà a Venezia, Roma Fiumicino e a due strutture trasformate dalla proprietà a Roma che diventeranno Radisson Blu.

Il gruppo ha inoltre previsto un investimento da 160 milioni di euro con il progetto Emma, per un sistema integrato di gestione, iperconnesso con il Crm, il programma fedeltà, i moduli di ristorazione, gli eventi e il revenue management in un ambiente cloud.


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