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Hotellerie nel post-crisi: come muoversi nei prossimi mesi

Un webinar di Les Roches raccoglie opinioni da tutto il mondo per discutere le strategie migliori per la ripartenza - di Gwen Marletta

“Ci siamo chiesti quali tipologie di viaggio torneranno per prime, e i risultati sono stati sorprendenti, molti stanno già considerando di partire nei prossimi mesi e il 17% sta già organizzando il proprio soggiorno”. Parola di Scott Dahl, program director di Les Roches, che si è così espresso nel corso di un webinar a tema sul futuro prossimo dell'hotellerie.

I numeri sono inattesi: l’81% degli intervistati sta prendendo in considerazione gli spostamenti aerei e il 43% aspira a viaggiare presto in altri continenti. Max Starkov, digital travel strategist, spiega come la classe media abbia continuato ad espandersi negli ultimi anni e si pensa accoglierà altri due milioni di persone nell’immediato futuro. “La domanda si sta muovendo sotto la superficie e rivolgersi a questo pubblico significa avere clienti con potere d’acquisto e desiderio di scoprire nuove destinazioni”.

Non sembra condividere questo pensiero James Lemon, ceo di The Growth Worksche, che accentua gli aspetti più scomodi della situazione. “Se fossi un hotelier non mi fiderei di stime così ottimistiche, la domanda sta cambiando e molto poco dipenderebbe dalle mie scelte. Le policy dei singoli Paesi e la velocità con cui verranno alleggeriti i provvedimenti avranno sempre l’ultima parola”. I punti di vista dei due specialisti divergono anche su altri punti. “Gli addetti alle pulizie sono una cosa del passato – continua Starkov - sono costosi e, nella situazione attuale, sarebbero obbligati ad utilizzare sempre più agenti chimici per garantire la sanificazione degli ambienti”.

Le nuove tecnologie si rivelerebbero dunque utili,ma Lemon aggiunge che “non c’è la disponibilità economica per cambiamenti così radicali, bisogna rimanere sul semplice”. Sembrano però concordare sulla necessità di una comunicazione efficiente, informare i propri clienti su come le strutture si stanno adattando alle nuove esigenze e essere fra i primi negli standard di sicurezza e igiene.

Gwen Marletta


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