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Da Starpool le linee guida per la spa del futuro

Nel post-epidemia, gli ambienti wellness all'interno delle strutture ricettive saranno attenti ai materiali, alla qualità e all’igiene

 

Per supportare il settore in questa delicata fase di cambiamento Starpool ha stilato un protocollo dedicato alla corretta gestione della spa.

All’interno vengono tracciate le linee guida relative a sicurezza, distanziamento fisico, organizzazione, temi igienico-comportamentali, prassi d’igienizzazione, trattamento dell’aria, fino alla gestione delle aree accessorie dedicate al food & beverage e agli spogliatoi.

“Credo che in questo momento tutti gli attori coinvolti debbano avere gli strumenti più efficaci per lavorare a una veloce e sicura ripresa del settore. È per questo che con il Decalogo Starpool abbiamo scelto di mettere le nostre competenze a disposizione di strutture e istituzioni”, spiega Riccardo Turri, ceo dell’azienda

Per l’economia e per la salute del Paese il wellness è un settore vitale. A livello mondiale, il mercato del benessere vale oltre 4mila miliardi di dollari (2018, Global Wellness Economy Monitor). In crescita costante dal 2015, è uno degli ambiti trainanti dello sviluppo internazionale, con l’Europa al primo posto per il turismo wellness e spa, e l’Italia fra i primi 10 Paesi al mondo per il turismo del benessere. Oggi più che mai, inoltre, gli spazi del wellness rivestono un ruolo fondamentale per la salute delle persone: è scientificamente provato che un corretto percorso wellness, in individui sani, favorisce il rafforzamento dell’organismo e delle difese immunitarie.

Il decalogo affronta tutti i temi sensibili per la vita di una spa, a partire dai protocolli per la sicurezza del personale, che dovrà rispettare le più rigorose norme igieniche e indossare sistemi di protezione adeguati e da sostituire frequentemente.

Viene ripensata anche la gestione delle attrezzature e degli spazi per assicurare il giusto distanziamento fisico, prevedendo, per esempio, 2 metri quadrati di spazio a persona per la sauna, 4 per i bagni di calore e le piscine, e 5 per gli ambienti idromassaggio.

Focus ovviamente sulla sanificazione, in particolare delle cabine con temperature comprese tra i 30° e i 60° C. Per determinati ambienti o prodotti, ad esempio per superfici fugate inferiori al 2% e materiali di rivestimento a bassa porosità, si dovranno attuare trattamenti specifici, come cicli di shock termico o chimico in grado di abbassare la carica batterica e virale o, per altri tipi di supporti, la sanificazione meccanica effettuata da un operatore.
Forte attenzione sarà dedicata agli aspetti igienico-comportamentali che coinvolgeranno l’ospite: dall’uso della mascherina all’igiene completa del corpo, a partire dalle mani, alle indicazioni per una corretta fruizione del percorso.

Anche l’organizzazione della spa cambierà. Per garantire il comfort degli ospiti insieme a una corretta gestione della struttura, sarà opportuno allungare gli orari di apertura e regolamentare gli accessi con turni e prenotazioni, sanificando gli ambienti, in particolare quelli comuni, tra una seduta e l’altra.

La gestione ottimale dei flussi è un altro tema di riferimento, che richiederà l’organizzazione di un preciso calendario di attività delle aree benessere, con fasce orarie stabilite per l’accesso alla spa e alla piscina.

Non mancheranno operazioni appositamente pensate per il controllo di piscine e idromassaggi, dove innanzitutto andrà effettuata la sorveglianza dei valori chimico-fisici dell’acqua, insieme al controllo e all’eventuale aumento della frequenza di contro-lavaggi dei filtri. La sanificazione dovrà essere eseguita con particolare cura anche in tutte le aree esterne alle vasche, utilizzando soluzioni di ipoclorito di sodio o prodotti a base alcolica.

Anche le aree accessorie del food & beverage e degli spogliatoi dovranno essere opportunatamente gestite. Nella prima bisognerà applicare gli stessi protocolli previsti per la somministrazione di cibo e bevande all’interno delle aree comuni. Meglio se adottando soluzioni monouso rispettose dell’ambiente ed evitando il self-service. Gli spogliatoi, invece, saranno utilizzati solo in caso di estrema necessità e con ingresso contingentato. Fondamentale anche disinfettare il kit biancheria con processi di sanificazione termica a 70° C.

Non da ultimo, un opportuno trattamento dell’aria, da gestire preferibilmente attraverso impianti di climatizzazione con ventilazione forzata e seguendo particolari accorgimenti riportati dettagliatamente all’interno del protocollo.

Come sarà la spa del futuro? Estremamente attenta ai materiali, alla qualità e all’igiene – sostiene Turri –. In ambito professionale, io credo che a fare davvero la differenza sarà l’identità. Non importa se grande o piccola, basica o accessoriata, la spa che domani saprà soddisfare cliente e proprietario, diventando un valore aggiunto per entrambi, avrà un’identità spiccata, unica, differenziante, progettata con precisione secondo le necessità e i desideri di un’utenza ben definita. A casa, invece, penso che si concretizzeranno due consapevolezze derivate dal periodo: la scoperta di come vivere la casa, non solo abitarla, sia molto piacevole e soddisfacente e, contemporaneamente, la volontà e la necessità di mantenerci il più possibile in salute. Per questo l’home wellness, che non è solo design, arredo e benessere, ma un vero e proprio allenamento quotidiano del sistema immunitario, potrà sperimentare un forte sviluppo”.

 


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