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Carella, White Consulting: “Dalla cenere possono nascere fiori”

La crisi non ha messo in ginocchio gli albergatori, ma ha dato loro l’opportunità di pensare all’hotel del futuro. L’azienda, durante il lockdown, ha messo in atto una serie d’iniziative a supporto del settore hospitality - di Sveva Faldella

Cinquanta professionisti, con diverse specializzazioni nei settori dell’hospitality, del retail e del turismo, hanno messo a disposizione le proprie competenze per aiutare gli albergatori non solo durante il lockdown ma anche nella fase di ripresa successiva.

Questo l’obiettivo di White Consulting che, già prima della pandemia, aveva avviato una serie di attività mirate.

“L’emergenza Covid non ci ha colti impreparati - spiega il founder Enzo Carella - perché il nostro focus è supportare gli imprenditori alberghieri in caso di crisi o profondi cambiamenti. Abbiamo da sempre concentrato i nostri sforzi sul rivedere costi e ricavi, servizi di ospitalità quindi lavoriamo già da tempo sull’hotel del futuro”.

Lo stop forzato ha dato l’opportunità a White Consulting di coordinare al meglio le proprie attività e dare vita al Global Innovation Program al fine di immaginare soluzioni efficaci per anticipare e migliorare le esperienze dei viaggiatori nel post Covid. Due le parole d’ordine: safe & clean e innovation tech.

“Il primo compito è stato quello di supportare gli hotel anticipando le linee guida per una riapertura in totale sicurezza - prosegue Carella -. I protocolli tecnici, tuttavia, non tengono conto della soddisfazione di un ospite in vacanza ma abbiamo cercato di individuare sei tematiche ad hoc per affrontarle anche in questa ottica”.

Safe & clean, oltre il Covid free: soluzioni efficaci in termini di protocolli operativi, strumenti di sanificazione, education, comunicazione.

Hotel del futuro: come cambieranno gli spazi ed i servizi? Design di soluzioni tecnologiche, organizzative, di layout, di ristorazione, di entertainment in grado di affrontare un avanzamento qualitativo nei contenuti del prodotto erogato.

Marketing & sales: intercettare i nuovi travellers. Adottare nuovi ambiti di engagement, rendere disponibili nuovi tools e soluzioni di vendita.

Cost effectivness: tenere in equilibrio nuove soluzioni e costi gestionali adeguati. Un esercizio concreto per identificare soluzioni performanti.

Hr & education: individuare soluzioni efficaci per permettere uno sviluppo continuo delle competenze e un miglioramento dei servizi erogati.

Experience: i nuovi trend della ristorazione, costruire soluzioni in grado di interpretare le rinnovate esigenze degli ospiti migliorando le revenue on board. Ma quali sono i timori degli albergatori oggi?

“Non tanto l’adeguamento ai vari protocolli - aggiunge il founder di White Consulting - piuttosto le difficoltà legate alla mancanza di liquidità. In questo contesto bisogna anche considerare che si è venuta a interrompere una ciclicità di lavoro: se prima si era abituati a lavorare su una programmazione di 18 mesi adesso bisogna pensare a come stare in piedi in questo periodo. A ciò si aggiunge la paura di perdere la capacità delle proprie risorse umane nel capire e anticipare le esigenze dei clienti con la conseguente necessità di formarli nuovamente”.

Ma non tutto è perduto anzi, a un periodo di crisi può seguire una crescita.

“Dalla cenere possono nascere fiori - conclude Carella - ci troveremo dinanzi a un rinnovato desiderio da parte degli albergatori di una maggiore qualificazione di servizi per dedicarsi a target più specifici. Gli hotel, negli ultimi, sono andati incontro a un’evoluzione delle aree comuni e si continuerà in questa direzione seppur con un desiderio relazionale differente”.

Sveva Faldella


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