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L'ospitalità del futuro tra sostenibilità e innovazione

Primo appuntamento con una serie di tavole rotonde sui trend alberghieri organizzate da AboutHotel e Guida Viaggi. Ricerca, nuovi modelli e al centro l'efficienza, ma il bonus ristrutturazioni non passa - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

Scelte che sono cambiate e accelerate dall'evento pandemico, protocolli che non sono solo etichette, ma etiche aziendali, spesso riconosciuti internazionalmente e in grado di attirare investitori, la ricerca tecnologica che diventa fondamentale, nuovi modelli di ospitalità che si affacciano e che si aprono al territorio e al centro l'efficienza di tutti i processi, nonostante il "no" ai bonus ristrutturazione per gli hotel da parte del Governo. Ecco i temi che sono emersi nel corso del webinar "The new tomorrow hospitality - Nuovi scenari, sostenibilità e innovazione", organizzato da Guida Viaggi e AboutHotel in collaborazione con Argentieri Architects e Lavoro Turismo, con main partner Repower e parte di una serie di tavole rotonde tra esperti di settore, aziende specializzate e associazioni di categoria per mettere in luce e approfondire innovazione e nuovi trend alberghieri affrontandoli sotto i differenti aspetti della sostenibilità. 

Il quadro di riferimento
Se il comparto è pronto ad accogliere le sfide connesse alla sostenibilità e come quest'ultima può rappresentare un vantaggio competitivo sono due delle domande da cui ha preso spunto il dibattito, in un quadro di riferimento in cui il settore alberghiero ha generato nel 2019 oltre 3 miliardi di euro di transazioni e che a gennaio del 2020 ha registrato un aumento del 4% nelle visite. Sullo sfondo l'importanza dell'aspetto energetico, che risulta da un dato significativo: l'impatto annuo di ogni viaggiatore è pari a 1.380 kg di Co2.  

"Proprio a febbraio, il 24, era previsto un incontro sul tema della sostenibilità che avrebbe dovuto svolgersi presso l'università Bocconi di Milano - racconta Barbara Casillo, direttore generale Associazione Italiana Confindustria Alberghi - e bloccato dalla pandemia". La manager è passata subito a delineare lo scenario ricettivo nella nostra Penisola: "L'Italia conta 33mila alberghi ed è il primo Paese in Europa per numero di strutture e di camere. Si tratta di un settore che ha saputo rinnovarsi - prosegue Casillo -, che ha vissuto una trasformazione importante, con uno slittamento verso un livello qualitativo più alto, verso un dimensionamento e una specializzazione maggiore". Non solo, è una presenza pervasiva: secondo un'indagine ante Covid condotta da World Capital, in collaborazione con Pkf hotelexperts e Associazione Italiana Confindustria Alberghi, il patrimonio immobiliare alberghiero tricolore supera i 117 miliardi di euro". Un valore enorme, che "resta, tuttavia, in buona parte da migliorare", ha sottolineato Casillo. Da anni l'associazione supporta e spinge le attività di ristrutturazione e riqualificazione: il tax credit ristrutturazione ha "riscontrato un buon risultato - spiega il direttore generale -, con più di un terzo delle imprese che hanno fatto richiesta per questo bonus". Il problema attuale è che gli hotel sono fermi, perché manca la domanda. "Un albergo chiuso è come un aereo messo a terra per aprire serve un equilibrio economico". Casillo rammenta le proposte fatte al Governo: "Oltre alla cassa integrazione e contributi a fondo perduto, avevamo richiesto l'estensione agli immobili alberghieri del bonus ristrutturazione. Sarebbe stato importante un'operazione di rilancio e il testo dell'omonimo decreto non ha mantenuto questa promessa. Non si sarebbe trattato di una misura salvifica - sottolinea la manager -, ma avrebbe potuto essere utile". Di fatto il ministro Franceschini "ha assicurato che nel mese di luglio - aggiunge Casillo - sarà emanato un provvedimento specifico per il settore alberghiero e l'auspicio è che questa richiesta sia soddisfatta". 

Il concetto di sostenibilità

A definire il concetto di sostenibilità è stato Luca Poggiali, direttore technical hub Repower. "Si tratta dell'equilibrio fra tre fattori: la parte ambientale, la valenza economica e quella socio-istituzionale. Repower ha iniziato a parlare di sostenibilità sei anni fa con la formula 'Verde dentro': oltre alla fornitura di energia verde, si trattava di legare quest'ultima a un impianto ben specifico, in modo da creare un link tra consumatore e produttore e da non farlo restare un concetto astratto". Ecco allora che sono stati fatti i primi passi sulla "mobilità elettrica, con la possibilità di avere in comodato un veicolo, cioè un'auto o una bici - esemplifica il manager -. Elemento ulteriore il punto di ricarica per le auto". Non solo: era necessario "unire alla sostenibilità il concetto del bello, di solito ignorato e sono state perciò avviate collaborazioni importanti. Essenziale era anche portare il discorso della funzionalità all'integrazione con il territorio. Funzionalità, collocazione territoriale e bellezza - sintetizza Poggiali - sono il filo conduttore".
La sostenibilità ha diverse ramificazioni, "può essere sociale, economica, ma anche esplicitata nella gestione e visione di staff ed utenti", sottolinea Carlotta Cocco, key account manager R2M Solution – Sustainability Division GBC Italia. Vuol dire anche tanti protocolli, che servono per "attestare il livello di qualità delle strutture, coprendo il processo intero dal progetto alla fine della costruzione". Quindi possono essere in relazione al processo "progettuale costruttivo, per soppesare gli impatti ambientali, protocolli che mettono al centro la persona e il suo benessere, come la luce, i colori, diversi elementi che incidono sul benessere psico-fisico della persona. Dai protocolli - a detta della manager - viene fuori la persona come utente consapevole e l'albergo risponde alle esigenze etiche dell'utente stesso". Cocco riconosce che i protocolli "sono etichette, ma sono anche elementi sostanziali e devono essere usati come valorizzazione dell'intervento, inoltre, possono aiutare anche il progettista a creare una linea guida".

L'interscambio

In tutto ciò gioca un ruolo fondamentale anche la responsabilità del progettista. In questo momento il settore tutto vive uno status di fragilità, ma secondo Alfonso Femia, founder Atelier(s) Alfonso Femia / AF517, non è un aspetto da intendersi come "un tema negativo, ma semmai si deve partire da qui - ha affermato -. E' il momento di riflettere e di ripensare alcuni aspetti". A suo dire ciò che si deve perseguire è "una dimensione attiva con la città, credo che l'hospitality possa essere un elemento di interscambio con le persone, alcune città sono già così". A tal proposito Femia cita un esempio che ha radici lontane, Genova nel 1500 quando ha lanciato la prima forma di Airbnb o di ospitalità diffusa, se vogliamo. Come racconta lo stesso Femia, al tempo "ogni famiglia che aveva un palazzo accoglieva i diversi ospiti dentro i palazzi di famiglia e la città diventava un sistema alberghiero di interscambio, inventando così un sistema di ospitalità legato alla natura della città, non replicabile".

L'esempio di NH

NH Hotel Group, con 500 alberghi nel mondo, è da sempre attento all'ambiente. Sul fronte asset ristrutturazioni negli ultimi sette anni ha investito 200 milioni di euro, dichiara Marco Gilardi, operations director Italy NH Hotel Group. Interventi che sono indirizzati per "offrire un'esperienza migliore al cliente, l'opportunità di lavorare dietro le quinte, sul solare, l'illuminazione, la parte consumi. Consumiamo 57 mln di kilowattora l'anno, ma abbiamo un programma 20-20-20 di risparmio del 20% di energia elettrica, acqua e rifiuti, azioni che hanno portato a certi riscontri economici - sottolinea il manager -, pari a un -67% di emissioni di Co2, -31% di consumo elettrico per roomnight, -27% di acqua per roomnight. Inoltre, il 70% dell'energia usata è certificata green ed è come se avessimo ripiantato 53mila alberi in una città". Un approccio che va a interessare anche una parte strutturale e culturale delle persone, "lavoriamo con lo staff, salviamo i tappi di sughero che poi diventano materiale di riutilizzo". Non manca l'attenzione ai trend, "come i parcheggi con le colonnine di ricarica e lo spazio per bici elettriche, monopattini che offriamo noi".
Ci sono due progetti a cui accenna il manager che rappresentano un approccio sostenibile. Uno è una ex vetreria di Murano che torna alla luce in laguna, "con un approccio green nella ristrutturazione e a New York un albergo del 1912 che abbiamo cambiato e che sarà dotato di una tecnologia importante per l'ambiente". 

Il prossimo appuntamento con il ciclo di tavole rotonde è previsto per settembre. Per vedere il video si può cliccare qui 

Nicoletta Somma e Stefania Vicini

 


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