Hotel Business Magazine 

 
HOME > RUBRICHE - Investment

Rosewood e Delano interpretano il "nuovo lusso"

Enrico Meneghetti racconta la sfida di riportare in Costa Smeralda il jet set internazionale che l'ha resa famosa ai suoi esordi; il contatto con il territorio e il valore della semplicità - di Laura Dominici

Un paio d’anni di lavoro, una decina di persone dedicate ai progetti per condividere lo share value e poi due contratti chiusi in poco tempo e in una fase delicata come quella della pandemia da Covid-19. Le due strutture di lusso che vedranno la luce a Porto Cervo in Costa Smeralda tra il 2022 e il 2023, rispettivamente con il brand Rosewood e Delano, sono il frutto di una strategia che mira ad attirare in Sardegna un preciso target di clientela.

Ce ne parla Enrico Meneghetti, ceo di Enma Capital & Partners Limited, che illustra il valore del progetto che ha seguito in prima persona.

“L’idea è quella di portare in Costa Smeralda la frequentazione del jet set internazionale che era di casa agli inizi della sua storia – argomenta il manager -, un legame che nel tempo è venuto a mancare, così come quello con il territorio. I clienti di Rosewood – sottolinea – sono molto benestanti, soggiornano nei loro alberghi ma vogliono conoscere i luoghi, cercano l’esperienza nel viaggio, sono attratti dall’autenticità, intendono ripescare le tradizioni e i sapori dei posti. E’ questo che cerca il turista nuovo di fascia alta”. Niente a che vedere, quindi, con una vita mondana sfrenata, con la frequentazione dei locali alla moda come status symbol: “Sono ospiti che si comportano in modo semplice, visitano gli orti, vestono in modo informale. Con questo spirito cerchiamo di portare in Sardegna un elemento di novità rispetto agli hotel di lusso attualmente presenti”.

Anche nel caso di Delano, brand iconico che si rivolge ad una fascia più giovanile, l’idea è quella di trasmettere un concetto casual chic “che attualmente manca in Costa Smeralda, un luogo dove sentirsi a casa e dove si respiri la sensazione del posto. Per far questo è stato necessario individuare gli interlocutori giusti”.

Meneghetti racconta il percorso dei due progetti con l’orgoglio di chi è riuscito a trasmettere novità e fiducia in un momento delicato, in cui gli investitori sono disorientati. “Si chiedono cosa fare – commenta il ceo – e io sono convinto che questo sia il momento giusto per valorizzare il nostro territorio, differenziando rispetto ad una piazza come Milano, che da sempre ha lavorato molto con il settore moda e con quello del mobile, ma che ora dovrà ripensare al proprio ruolo. Ritengo che sia un momento favorevole per investire sulle coste. Un tempo c’era diffidenza per un discorso di stagionalità del business, ma ci sono i valori per creare investimenti nel turismo di mare o di montagna. Tante strutture negli anni hanno perso smalto e noi con il nostro fondo cerchiamo di selezionare le migliori opportunità per valorizzarle e riportarle agli splendori di un tempo”. Una specializzazione nell’hospitality turistica che porta a concentrare gli interessi su resort e hotel più che nelle città.

Ora Meneghetti e il suo team sta guardando ad un progetto nell’entroterra, “una location interessante e dove si possa dare qualità e servizio”. Fondi di investimento, gestori e gli stessi amministratori locali sono convinti che una buona location e una gastronomia di qualità rappresentino già una buona dose di successo. “Le dirò di più – annuncia il manager -: ad Arzachena stiamo parlando con il sindaco per realizzare un orto e produrre il 60-70% dei prodotti ortofrutticoli che verranno consumati dai clienti, mentre la quota restante potrà essere rivenduta attraverso centri di distribuzione”.  E’ anche un modo per lasciare qualcosa nel territorio. “Il Covid – aggiunge - deve far riflettere gli investitori. Non va premiato soltanto l’aspetto speculativo, bisogna coinvolgere il territorio, formare il personale locale”. Lato infrastruttura, gli architetti coinvolti stanno cercando di abbinare elementi dell’architettura locale con aspetti legati alla contemporaneità. Se quindi il mercato degli investitori è ora più prudente ad espandersi nelle località cittadine, “è propenso a studiare piani di sviluppo in località storiche come in Umbria, Toscana, nella stessa campagna del Veneto o in Piemonte, ricerca posti unici. Sono convinto – commenta ancora Meneghetti – che se c’è il progetto giusto, l’investitore serio, i gestori sono pronti a fare la loro parte”.

Per quanto riguarda i dettagli tecnici, l’hotel di Rosewood in Sardegna, terza apertura in Italia, avrà 65 camere, di cui 26 suite, tutte caratterizzate da una vista spettacolare e servizi curati, con quattro aree di ristorazione: bistrot e lounge bar, bar a bordo piscina e beach club. Non mancheranno una Spa, la piscina e un centro fitness. Delano Porto Cervo conterà 68 camere, un ristorante internazionale, lobby bar, pool bar, beach club, fitness studio.

Laura Dominici


TAGS

COMMENTA

Ultimi articoli