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International au Lac di Lugano: la storia che guida la modernità

L’hotel è gestito a livello familiare. Sono quattro le generazioni che si sono susseguite nel portare avanti e nel migliorare la struttura - di Annarosa Toso

L’International au Lac di Lugano è un hotel ricco di storia. Risale al 1903 la prima acquisizione dell’edificio che all’epoca era sede del seminario diocesano, tra la chiesa degli Angioli e il Vescovado. Fu trasformato in albergo per ospitare i primi turisti, che già dal 1882, dopo l’apertura della ferrovia del San Gottardo, iniziarono ad arrivare a Lugano. L’hotel si affaccia sul lago di Lugano e l’entrata è sulla strada pedonale più famosa di Lugano, la via Nassa.

E’ stato il bisnonno di Roberto Schmid, attuale titolare dell’albergo, a iniziare nel 1906 l’attività dell’hotel. “Le 80 stanze erano tutte dotate di acqua corrente, che per l’epoca era una rarità, con i bagni ai piani. In seguito, già a partire dagli anni ‘60 iniziarono le prime ristrutturazioni per dotare ogni camera dei bagni. In seguito –- ha raccontato Schmid – periodicamente sono stati effettuati diversi riattamenti, tra cui la realizzazione di un’autorimessa con 36 parcheggi coperti, la ristrutturazione della grande sala ristorante e l’abbellimento del giardino con una grande piscina scoperta, per poter offrire agli ospiti un’oasi di tranquillità e di svago nel cuore della città. Nel 2003 è stata realizzata anche una attrezzata sala conferenze per venire incontro alle esigenze del corporate e realizzate ulteriori migliorie nelle camere”.

La categoria dell’hotel International au Lac è tre stelle. “Il livello, la posizione e i servizi sono effettivamente 4 stelle – ha affermato Schmid - . Preferiamo però essere un 3 stelle ricercato e offrire qualcosa in più, piuttosto che essere carenti in qualcosa. Le stanze sono di diversi livelli, spicca la camera, Belle Epoque, con mobili originali della famiglia ed è prenotata con molto anticipo, perché molto ricercata”.

La clientela estera principale arriva dall’Italia, a seguire Benelux e Germania. “In estate, normalmente, sono presenti in hotel ospiti provenienti da 42 nazioni. Quest’anno è stato particolare e il mercato svizzero ha salvato la stagione. Pensavamo di crollare, ma abbiamo avuto un’occupazione intorno al 90% nel mese di agosto. Ora siamo intorno all’80, con un effettivo inaspettato allungamento della stagione”.

Roberto Schmid ci tiene a precisare che il suo è un hotel storico, ma non vecchio. “Antico, ma al passo con i tempi. Abbiamo rispetto della memoria del passato, ma l’hotel è accogliente, moderno e va incontro ai desideri della clientela. Le prenotazioni avvengono tramite tutti i canali, ma l’hotel vanta ancora un’ampia fascia di clientela abituale che chiama per prenotare e scegliere la propria camera. All’interno dell’hotel è stato realizzato un piccolo museo con materiali interessanti come vecchie calcolatrici, centralini telefonici, registri, antiche foto che ne raccontano la storia”.

Annarosa Toso


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