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Confindustria Alberghi: “È sempre lockdown”

L’Italia riapre in questi giorni, ma il settore tiene chiuse le porte. Hotel e turismo in grave difficoltà nel silenzio generale

 

Da Confindustria Alberghi arriva una nota densa di preoccupazione.

“Siamo sconcertati dal silenzio delle istituzioni e dei media rispetto al dramma che sta vivendo il settore alberghiero in queste settimane - dichiara Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente Confindustria Alberghi -. La chiusura di Natale, il rischio, purtroppo concreto, dello slittamento ulteriore della riapertura degli impianti in montagna, rendono al crisi del settore sempre più grave e profonda e per molti irreversibile. Mancano gli aiuti per salvare il settore”.

Questo anche perché malgrado le richieste continue e pressanti rivolte alle istituzioni, ancora oggi - si legge ancora nella nota - non sono stati disposti aiuti e ristori adeguati per il settore alberghiero, a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei dove alle aziende sono messi a disposizione fondi a copertura delle effettive perdite di fatturato.

Nei mesi scorsi, a fronte di una perdita superiore all’80% del fatturato, i più fortunati hanno ricevuto poche decine di migliaia di euro, in percentuale alle sole perdite registrate nel mese di aprile. Le misure più consistenti rischiano di essere inapplicabili, condizionate dal complesso percorso a Bruxelles degli aiuti di Stato.

Con il blocco di Natale, la crisi per le aziende del settore è destinata ad aumentare ulteriormente, ma gli alberghi non sono neppure stati inseriti nella lista di chi percepirà i nuovi ristori. Se gli interventi non saranno veloci e adeguati molti operatori non riapriranno o saranno costretti a cedere le loro attività. Un dramma per le imprese e per le tante famiglie che hanno costruito negli anni il turismo in Italia.

Servono aiuti immediati e un percorso per accompagnare queste aziende alla rinascita. Ma ancora oggi nelle bozze di Pnrr la voce “turismo” è rimasta ferma a quei tre miliardi condivisi con la cultura che la dicono lunga sulla attenzione e sulla consapevolezza delle istituzioni rispetto al dramma che il settore sta vivendo.

“Quella italiana è l’industria alberghiera più grande e importante d’Europa, fortemente interconnessa con tutte le principali filiere del made in Italy e della cultura. L’Italia non può permettersi di perderla, sarebbe un danno irreparabile per il Paese”, conclude Colaiovo.

 


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