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Il modello ibrido per il rilancio dell’ospitalità

La tematica analizzata da un webinar organizzato nell’ambito di Hospitality Digital Space. I suggerimenti di Deloitte e Capgemini – di Nicoletta Somma

Si può rilanciare l’ospitalità attraverso lo “human resources hybrid model”? A questa domanda ha cercato di dare risposta uno degli eventi organizzati nell’ambito di Hospitality Digital Space, l’edizione 2021 della fiera organizzata da Riva del Garda Fierecongressi e dedicata al mondo Ho.Re.Ca. che quest’anno si è tenuta online. Innanzitutto bisogna tener conto di due aspetti nel modello ibrido, uno interno, relativo a organizzazione, persone, luoghi e tempi di lavoro, e uno esterno, rappresentato da dialogo con i clienti, prospect, fornitori etc. Motore di tutto ciò le tecnologie digitali. Due recenti studi possono indicare quali siano le strategie da intraprendere per la ripresa.

Deloitte nella sua ricerca “From now on” analizza le tre fasi in cui si può trovare un’azienda: quest’ultima reagisce in primo luogo alla situazione contingente per assicurare la continuità, impara poi dall’esperienza precedente ed elabora una strategia di ripresa e infine si prepara per il “new normal”. Se vogliamo che ci sia una ripresa, ha analizzato Edvige Della Torre, consulente, coach trainer e fondatrice di Edwi Hr, “dobbiamo ripartire dalle 5 R: riflettere sullo status quo, ricominciare, prendendo a cuore le preoccupazioni delle persone, riorganizzare ridistribuendo la forza lavoro, ripensare, adattandosi alle nuove esigenze del business, riavviare avendo fatto un’analisi per sfruttare al massimo il modello ibrido”. Bisogna tenere a mente tre parole chiave: purpose, integrando i contributi dei collaboratori nella mission aziendale, potential, valorizzando le persone, perspective, orientando tutte queste azioni. “Dobbiamo avere un approccio meno emozionale – ha suggerito Della Torre – e più strutturato”.

Capgemini Research Institute in “The future of work”, ricerca condotta su dirigenti di 500 aziende, ha evidenziato che per il 63% delle organizzazioni la produttività ha subito un incremento nel terzo trimestre 2020. Si stima, inoltre, un aumento della produttività del 17% nei prossimi due-tre anni. L’home working, insomma, proseguirà anche post pandemia con il modello ibrido, anche se non manca una certa preoccupazione da parte dei lavoratori su questa modalità di svolgimento delle proprie attività e si evidenziano delle criticità in particolare per i nuovi assunti. Capgemini suggerisce dunque di garantire supporto ai dipendenti, riconsiderare il metodo di selezione, ridefinire la leadership, orientarsi su una infrastruttura digitale e investire nello staff e in nuovi strumenti.

Bisogna allora “adottare il modello ibrido con buon senso. Sì alla flessibilità – ha aggiunto la manager – e alla chiarezza, no a rigidità e disattenzione ai segnali di stress”. Può essere un’idea accogliere i punti di vista di due esperti, Edoardo Dal Negro, co-founder Blinkup e Lorenzo Brufani, ceo di Competence. Secondo Dal Negro va data priorità alla digitalizzazione, mantenendo al tempo stesso la relazione con il cliente e prestando attenzione alla sostenibilità. A parere di Brufani è necessario creare un ecosistema digitale, fronteggiando la concorrenza, creando altresì collaborazioni e facendo attenzione alla reputazione.

Nicoletta Somma
 


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