Una due giorni di incontri tra architetti e aziende italiane con tre momenti identificati da altrettanti spunti di discussione: The Art of Tailoring places, L’innovazione dei sensi e Made in Italy worldwide. E’ quanto ha organizzato a Milano Sensitaliani, rete d’imprese e piattaforma fondata dall’architetto Anna Barbara e nata per promuovere e raccontare la qualità del made in Italy, in previsione dello sviluppo di progetti di internalizzazione.

I lavori si sono aperti con l’intervento dell’architetto Simone Micheli, che ha dato una visione precisa del suo lavoro: “Le opere architettoniche concepite come vere opere d’arte hanno come fine la riqualificazione della vita degli esseri umani, sia da un punto di vista etico, sia emozionale, regalando agli ospiti esperienze uniche, non convenzionali, irripetibili. Ritengo indispensabile che le mie opere siano attente alla necessità del contesto in cui sorgono, ai motivi che ne determinano la nascita e rispettose dell’ambiente che ci circonda, facendosi carico delle inevitabili responsabilità che oggi ogni oggetto porta con sé. Ogni opera deve essere quindi sostenibile, sia in termini ambientali sia economici, in modo da poter offrire grandi risultati anche dal punto di vista strategico e commerciale, mostrando ancora una volta il significato della sua extra-ordinarietà". Il legame con il territorio è stato rafforzato dall’intervento di Park Associati, quando definisce il concetto di lusso democratico: “L’ospitalità come esperienza unica, che si può vivere anche sapendo cogliere i luoghi straordinari pubblici che una città ci offre ogni giorno”. L’architetto Simona Quadri di Vudafieri Saverino, invece, pur riconoscendo l’alto contenuto di personalizzazione e di esperienza unica come definito anche da Simone Micheli, parla di una “essenza intangibile”. “Ospitalità e lusso sono intesi infatti come un valore aggiunto, intangibile che appartiene più al mondo delle sensazioni immateriali piuttosto che a quello estetico e formale – ha detto -. Il lusso si manifesta così sia nel servizio raffinato e invisibile in un hotel a 5 stelle che in una vista esclusiva su un paesaggio naturale, ma anche nella relazione speciale con il proprietario dell’albergo o negli incontri con le persone che frequentano il ristorante in un’atmosfera accogliente, informale ma di qualità. L’ospitalità e l’accoglienza sono intesi anche attraverso una casa albergo a Milano”. Quest’ultimo concetto di ospitalità nel senso più ampio del termine è quanto viene meglio definito da Luca Amendola e Gianluca Geroli di Sgs Architetti Associati, e si esprime in qualsiasi spazio dove la persona viene accolta. “Una condizione fisica e mentale – hanno commentato – che deve essere rispettata nell’atto progettuale. Accoglienza, del gruppo o del singolo, significa dedicare tempo al cliente. Farlo sentire come non è abituato. Cura della persona prima di quella per gli oggetti. Ospitalità è il punto focale sia essa per un ufficio, un ristorante o un nuovo concept retail. Un tutto armonico e armonioso fatto di dettagli. Come il nuovo concept dei Brera Apartments”. Per PiuArch invece è “l’architettura delle relazioni. Il primo importante progetto a San Pietroburgo, il Business Centre Quattro Corti, che integra uffici, un hotel e un ristorante, con questo progetto, dopo quasi due secoli, gli architetti italiani tornano a progettare e costruire nel cuore della ex capitale imperiale. L’idea, piaciuta alla committenza, è stata di portare l’architettura contemporanea europea in un contesto dalla forte connotazione storica, un lavoro puntuale che guarda alla storia artistica, architettonica e culturale della città, introducendo un linguaggio architettonico contemporaneo. C’è molta Italia anche nella costruzione dell’edificio, un vero e proprio lavoro di squadra tra aziende russe e italiane, che se sono in grado di fare squadra possono portare la qualità e le competenze italiane in tutto il mondo”.
Un lusso nelle relazioni che si esprime attraverso la percezione. Relazioni tra forma, spazi e luci, Un tema che viene esplicitato dall’architetto Federico Delrosso, quando parla di “hotel con-temporaneo, acronimo di contenitore temporaneo, un luogo in cui vivere un’esperienza senza sentirmi isolato, che è la mia idea di lusso". Le relazioni come epicentro progettuale è alla base dell’idea progettuale dell’architetto Giulio Ceppi di Total Tool: “Oggi per la cultura del progetto italiano conta saper dialogare con la dimensione globale in forma dinamica e aperta, scambiando sensibilità e punti di vista: il design degli interni deve essere il risultato di un’interazione culturale ed estetica, di una mediazione attiva, laddove la nostra storia e tradizione si incontrano con quelle di altri mondi, generando nuove soluzioni creative. Nel rapporto con Bhartyia City a Bangalore in India, per noi questa è la chiave del successo progettuale di ogni proposta”. Per Rebosio+Spagnulo è invece “la poetica del molteplice: un lavoro da tailor made su luoghi e sulla brand identity del cliente”.
 

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