Il futuro dell’hotellerie, almeno di quella di catena, prevede di offrire ai clienti un’esperienza di soggiorno sempre più personalizzata, grazie alla tecnologia. Quello della personalizzazione è un mantra di molti settori, in realtà. Generato dai comportamenti di acquisto che a loro volta seguono i trend del commercio al dettaglio, altrimenti detto “retail”, in una dialettica tra i due assolutamente fluida. Quest’ultimo vede nella personalizzazione dei prodotti di ampio consumo una delle mode cavalcate dai brand per distinguersi e catturare l’attenzione dei clienti. Dalle scarpe agli occhiali, dare la possibilità agli shopper di acquistare un oggetto personalizzato offre la spinta all’acquisto. Volendo tradurre questa ricerca nel settore alberghiero scopriamo in Cina le soluzioni più innovative.

Intercontinental Hotels Group (Ihg) ha appena commissionato a Baidu, uno dei tre attuali colossi cinesi del tech (gli altri sono Alibaba e Tencent/Wechat), la realizzazione di “Smart room”, camere che applicano l’intelligenza artificiale per incontrare pienamente le aspettative degli ospiti. L’Ihg Beijing Sanlitun e la struttura ricettiva del Guangzhou Exhibition Centre sono i primi a disporre delle funzionalità messe a disposizione attraverso la DuerOS Platform, piattaforma di applicazioni di Ai (artificial intelligence) che all’ultimo evento di Las Vegas sull’innovazione tecnologica (Ces 2018) ha presentato uno schermo intelligente capace di riconoscere e rispondere in voce alle persone. In albergo, per il momento, è proprio l’assistenza vocale ad essere impiegata: attraverso la voce i clienti “cambiano liberamente le impostazioni dei servizi prenotati tra modalità di lavoro e di tempo libero, per godersi il massimo della comodità, senza interruzioni e come se fosse una persona umana ad attuare le variazioni", spiega Ihg. I comandi vocali interagiscono con il sistema gestionale dell’albergo, memorizzando le informazioni, ri-settando i dispositivi per i nuovi clienti ed eventualmente riattivandoli in caso di richiesta di quello abituale.

La tecnologia di Baidu, che in pratica è il Google cinese, è tra le più avanzate in fatto di Ai e machine learning, perché processa una quantità di dati immensa: con 731 milioni di utenti internet in Cina, quasi il doppio della popolazione statunitense, la mole di informazioni raccolta è capace di alimentare algortitmi di Ai che si perfezionano a un ritmo impensabile. Al punto che, tra le applicazioni Baidu ha quella del riconoscimento facciale dei suoi dipendenti, così perfetto da non richiedere il confronto con le carte d’identità.

Intercontinental ha fatto sapere di volere estendere le Smart room a cento “club suite” negli alberghi delle principali destinazioni e non è la sola grande catena ad investire nella direzione di tecnologie così avanzate. Marriott ha scelto Alibaba per sperimentare il riconoscimento facciale degli ospiti all'hotel di Hangzhou e a Sanya, località sull’isola tropicale di Hainan. Se il test avrà successo, la società estenderà il check-in agli altri hotel del suo portafoglio.

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