Politica di pricing e tecniche di marketing sono un connubio sempre più stretto nel mondo dell’alberghiero. E’ emerso nel corso dell’Hospitality Day a Rimini, di cui AboutHotel è media partner. Il tutto implementato dalle innovazioni tecnologiche che entrano in campo con l’intelligenza artificiale e il machine learning.

Simone Puorto, consulente, è partito dalla robotica per spiegare l’esplosione di tecnologia pervasiva che influisce anche sul mondo travel e ha dichiarato che siamo entrati nell’era della singolarità. “Le varie scoperte convergono verso un’industria ibrida, dove gli albergatori torneranno all’essenza e torneranno a prendersi cura degli ospiti”. Le tecnologie convergono nell’hospitality. Come? Sono esempi le camere intelligenti, i robot-camerieri, i self check in e check out, il sistema di backgroung music, con “l’obiettivo di rimuovere del tutto la frizione nell’esperienza in hotel”. Tutto questo è reso fruibile anche da software che automatizzano la comunicazione tra reparti in hotel. E per quanto riguarda il machine learning permetterà sempre di più l’utilizzo del marketing in modo automatico.

Su come utilizzare la tecnologia per creare valore nelle strutture ha invece parlato Luca Fronzoni, ceo di WiFi Hotels by Nexis: “La marketing automation è capace di portare valore tangibile al punto da generare migliaia di euro in più ogni mese e anche incrementi in doppia o tripla cifra per l’albergatore”. La chiave è data da un insieme di strumenti digitali e meccanismi che servono per tramutare campagne di marketing manuali in automatizzate e che producono effetti tangibili in modo autonomo. Alla base di tutto ci sono dei parametri che si basano sull’attività dell’utente e il sistema serve a promuovere il servizio giusto al momento giusto. Chatbot, sms, mail sono tool diversi per erogare messaggi basati sul tempo e sullo spazio, incrementando azioni di upselling e crosselling come fanno giganti del calibro di Amazon.

Per Vito D’Amico, ceo di Sicaniasc Hospitality, altro punto focale nel dare valore all’hotel è unire la tecnica del revenue management con la percezione del brand. “Il revenue management – ha spiegato D’Amico – non è soltanto la politica tariffaria, è un insieme di politica tariffaria, distribuzione on e offline, di marketing sotto diversi punti. Fondamentale innanzitutto è identificare le source (macro canali di vendita) e la classe tariffaria che rappresentano. Da qui si può capire con che tipologia di cliente ho a che fare e se è il caso di fare un rialzo tariffario”. Per il manager sono cinque le leve del revenue management: il price management (leva tariffaria); il marketing di prodotto; la distribuzione;il marketing e la vendita al front office; la brand reputation. l.d.

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